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1 Marzo 2026

Festival di Sanremo: trionfa Sal Da Vinci con “Per sempre sì”

Secondo Sayf, terza Ditonellapiaga. Standing ovation per Bocelli, l’annuncio di Stefano De Martino alla guida del 2027 e il monito di Gino Cecchettin contro il maschilismo tossico

È Sal Da Vinci il vincitore della 76ª edizione del Festival di Sanremo. Con il brano “Per sempre sì”, l’artista napoletano conquista pubblico e critica, firmando una vittoria intensa e carica di emozione sul palco del Teatro Ariston. Un successo che conferma la forza interpretativa e la maturità artistica di Sal Da Vinci, capace di portare in gara un pezzo romantico e coinvolgente, accolto da lunghi applausi fin dalla prima esibizione.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Alle sue spalle, una classifica che ha regalato sorprese e conferme. Al secondo posto si piazza Sayf, rivelazione di questa edizione, che ha saputo distinguersi per originalità e freschezza. Terzo gradino del podio per Ditonellapiaga, premiata anche per il miglior componimento musicale, a testimonianza della qualità del suo progetto artistico.

Quarto posto per Arisa, che torna a Sanremo con una performance intensa e raffinata, mentre il quinto posto va alla coppia composta da Fedez e Marco Masini, protagonisti di un sodalizio artistico che ha convinto soprattutto sul piano autorale, tanto da aggiudicarsi il premio per il Miglior Testo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Gli altri premi di #Sanremo2026

Oltre alla vittoria finale, la 76ª edizione ha assegnato numerosi riconoscimenti:
• Premio della Critica a Fulminacci, per la profondità e l’originalità della proposta.
• Premio Sala Stampa e Premio TIM a Serena Brancale, tra le voci più apprezzate dalla stampa e dal pubblico digitale.
• Miglior Testo a Fedez & Marco Masini.
• Miglior Componimento Musicale a Ditonellapiaga.

Il passaggio di consegne: De Martino al timone nel 2027

Il colpo di scena della serata è arrivato in diretta: per la prima volta nella storia del Festival è stato annunciato in anticipo il conduttore dell’anno successivo. Sarà Stefano De Martino il direttore artistico e conduttore di Sanremo 2027. L’annuncio, fatto da Carlo Conti sul palco dell’Ariston, ha segnato simbolicamente il passaggio di consegne. Emozionato, De Martino ha dichiarato: «È un onore vero, un gesto di generosità non scontata che ricorderò per sempre. Voglio ringraziare la Rai, e ora testa bassa e pedalare».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Bocelli incanta l’Ariston

Momento spettacolare con l’arrivo di Andrea Bocelli, super ospite della finale. In sella a un cavallo bianco per le strade di Sanremo, il tenore ha fatto il suo ingresso al Teatro Ariston sulle note della colonna sonora de Il Gladiatore. Prima “Il mare calmo della sera”, poi la standing ovation su “Con te partirò”. «Sono passati 30 anni da quando ho calcato questo palcoscenico per la prima volta», ha ricordato, parlando dell’emozione dei suoi genitori e dell’inizio della sua carriera. Per lui anche il premio alla carriera per aver diffuso la musica italiana nel mondo.

Il monito di Gino Cecchettin

Tra i momenti più intensi, l’intervento di Gino Cecchettin, padre di Giulia, vittima di femminicidio. Dopo un minuto di silenzio dedicato alle 311 donne uccise in Italia, ha parlato dal palco dell’Ariston: «Ci sono due opzioni: o farsi annichilire o reagire». E ancora: «Se non cambiamo, cambieranno solo i nomi delle vittime». Rivolgendosi agli uomini ha aggiunto: «Non è una guerra a voi ma al maschilismo tossico». Un discorso che ha commosso il teatro, culminato in lacrime quando ha visto il nome della figlia sul gobbo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I momenti più emozionanti della serata

La finale non è stata soltanto una competizione, ma un mosaico di istanti intensi che hanno trasformato il palco dell’Ariston in un luogo di condivisione autentica.

Sal Da Vinci ha fatto vibrare il teatro con un’esibizione trascinante, riuscendo a coinvolgere l’intera platea in un clima di festa contagiosa. Persino Mara Venier si è lasciata trascinare dal ritmo, contribuendo a rendere quell’istante uno dei più spontanei e calorosi dell’intera edizione.

L’emozione si è fatta più intima quando Sayf ha preso per mano la madre e l’ha accompagnata sul palco: un gesto semplice, ma potente, che ha raccontato più di molte parole il percorso umano dietro la sua musica. Un frammento familiare che ha toccato il pubblico in sala e a casa.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commovente anche Serena Brancale, salita sul palco indossando l’abito della madre. Un dettaglio dal forte valore simbolico, che ha reso la sua performance ancora più personale. La sua voce, incrinata dall’emozione, ha dato al brano una profondità ulteriore, trasformando l’esibizione in una dichiarazione d’amore filiale.

Tra le rivelazioni spicca Tredici Pietro, capace di imporsi come una delle sorprese più interessanti del Festival. La sua presenza scenica e la maturità artistica hanno confermato la crescita di un talento che guarda al futuro con ambizione e consapevolezza.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Non sono mancati i momenti di riflessione. Ermal Meta ha dedicato il suo brano «ai bambini silenziati dalla guerra», riportando l’attenzione su una realtà drammatica che attraversa il presente. Sulla stessa linea Leo Gassmann, che ha concluso la propria esibizione con un appello netto: «Abbasso la guerra e le tirannie, viva la pace e viva l’amore». Parole che hanno chiuso idealmente il cerchio di una serata capace di alternare spettacolo e coscienza civile, leggerezza e profondità, musica e responsabilità.

Laura Pausini, dopo aver interpretato cover nelle serate precedenti, ha emozionato con un medley dei suoi successi: “In assenza di te”, “Incancellabile” e “Invece no”. Non è mancata l’ironia di Nino Frassica, tra il tg satirico “Novella bella” e le incursioni surreali sul palco.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un’edizione tra festa e riflessione

Ad aprire la serata era stata Giorgia Cardinaletti con parole che hanno segnato il tono della finale: «Viviamo la contraddizione della festa in questi giorni di guerra». Un pensiero condiviso anche da Conti e Pausini: «Fermiamo i conflitti, i primi a pagare sono i bambini».

Un’edizione, quella di Sanremo 2026, che ha saputo unire tradizione e innovazione, confermando ancora una volta il Festival come evento centrale della musica italiana. La vittoria di Sal Da Vinci segna un ritorno alla melodia classica e alla canzone d’autore, ma la classifica racconta anche un panorama variegato, capace di rappresentare diverse anime del pop contemporaneo.