
La terza serata del Festival di Sanremo regala un concentrato di emozioni, tra nuovi talenti incoronati, omaggi alla grande musica italiana e duetti destinati a restare nella memoria dell’Ariston.
È Nicolò Filippucci ad aggiudicarsi la categoria Nuove Proposte con il brano Laguna, superando in finale Angelica Bove, in gara con Mattone. Decisiva la somma dei voti di Sala Stampa, Giuria delle Radio e Televoto. “È un sogno, non ho parole”, ha dichiarato il giovane artista, visibilmente emozionato.
Ad Angelica Bove va però il Premio della Critica “Mia Martini”, riconoscimento che conferma l’apprezzamento della stampa per la sua interpretazione intensa e personale.

Subito dopo il verdetto, si apre la sfida dei quindici Big. A rompere il ghiaccio sono Maria Antonietta e Colombre con La felicità e basta.
Al termine della serata, la classifica provvisoria — determinata da Televoto (50%) e Giuria delle Radio (50%) — vede nelle prime cinque posizioni, in ordine casuale: Arisa, Sayf, Luchè, Serena Brancale, Sal Da Vinci. Un risultato ancora aperto, che lascia presagire colpi di scena nelle prossime serate.

Momento clou della puntata l’ingresso di Eros Ramazzotti, celebrato da un videomessaggio di Pippo Baudo e accolto da un lungo applauso. L’artista festeggia i quarant’anni di Adesso tu, il brano con cui vinse Sanremo nel 1986.

Poi la magia: sulle note di Aurora duetta con Alicia Keys, che per la prima volta canta in italiano per rendere omaggio alle sue radici siciliane. L’Ariston si illumina, il pubblico chiede il bis. Keys chiude quindi da sola al pianoforte con Empire State of Mind, suggellando uno dei momenti più intensi di questa edizione.
Il teatro si alza in piedi per Mogol, premiato alla carriera. “Un’accoglienza così mi emoziona”, confessa il grande autore, 89 anni, introdotto da Carlo Conti come “la storia della musica italiana”.

Un tributo in immagini ripercorre le sue collaborazioni leggendarie, da Lucio Battisti a Mina, passando per Adriano Celentano e Renato Zero.
Spazio anche all’ironia con l’intervista doppia di Carlo Conti a Laura Pausini e al suo alter ego interpretato da Vincenzo De Lucia. Botta e risposta tra ironia e affetto, tra confessioni intime e battute taglienti.
Comicità anche con Ubaldo Pantani nei panni di Lapo Elkann e con la coppia Fabio De Luigi – Virginia Raffaele, che ha trasformato la promozione del film Un bel giorno in uno sketch musicale irresistibile.

Tra musica e spettacolo, trova spazio anche la riflessione. Carlo Conti dà voce a Paolo Sarullo, 25 anni, vittima di una brutale aggressione. In collegamento, il giovane lancia un messaggio chiaro: “Stop alla violenza sui giovani. Non deve accadere più a nessuno”.
Un appello accolto dall’applauso dell’Ariston, in una serata che alterna leggerezza e profondità.
Standing ovation anche per l’inno pacifista Heal the World di Michael Jackson, interpretato da Laura Pausini insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano: un palco pieno di bambini in bianco e un messaggio universale contro ogni guerra.

E mentre Sal Da Vinci si commuove cantando Per sempre sì, il pubblico canta e balla, dimostrando che Sanremo resta, ancora una volta, il luogo dove spettacolo, memoria e attualità si intrecciano sotto le luci dell’Ariston.
@Redazione Sintony News