
Il 2026 si annuncia come l'anno d'oro per Max Pezzali. Dopo il bagno di folla nel Capodanno di Sassari, l'ex frontman degli 883 si appresta a vivere un'esperienza senza precedenti come super ospite fisso del Festival di Sanremo 2026. Cinque serate evento dedicate alla sua carriera, una colonna sonora generazionale che ha attraversato trent'anni di musica italiana, dagli amori adolescenziali alle "nottate con gli amici".
Proprio mentre la Liguria si prepara ad accoglierlo, dalla Sardegna arriva un omaggio artistico unico nel suo genere. Maurizio Lampis, celebre artista sardo noto per le sue imponenti opere in miniatura, ha dedicato il suo ultimo lavoro proprio al cantante pavese.

Non si tratta di un semplice dipinto, ma di un minuzioso mosaico realizzato interamente con i celebri mattoncini colorati. Ecco i numeri dell'opera: Dimensioni: 95 x 64 centimetri, circa 8.000 pezzi incastrati con precisione millimetrica, oltre un mese di dedizione costante.
Con questo ritratto, Pezzali entra ufficialmente nella "hall of fame" di Lampis, che in passato ha già celebrato altri simboli dell'eccellenza italiana come il tennista Jannik Sinner e i campioni sardi Gianfranco Zola e Alessia Orro.

"Max Pezzali è sinonimo di sogni nel cassetto", ha spiegato Lampis all'ANSA. "Il mio lavoro è dedicato a chi, con ostinazione e tenacia, è diventato un'icona. Inseguo anch'io il sogno di incontrarlo e mostrargli l'opera di persona".
Il viaggio dell'artista sardo non si ferma però in studio. Lampis ha annunciato che porterà il mosaico con sé proprio nella città dei fiori in occasione del Festival. Tra interviste radiofoniche e l'atmosfera frenetica della kermesse, l'obiettivo è chiaro: incrociare lo sguardo di colui che per molti rimane, citando una delle sue hit più famose, un vero "mito".
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