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4 Gennaio 2026

Tragedia di Capodanno a Crans-Montana: salgono a 4 le vittime italiane

i proprietari del locale rischierebbero tre anni di carcere per omicidio colposo, ma potrebbero arrivare a venti

Il bilancio della strage di Capodanno nel Cantone Vallese si fa sempre più drammatico per l'Italia. È salito a 4 il numero delle vittime italiane identificate, mentre le autorità svizzere continuano a lavorare senza sosta per rintracciare gli ultimi due connazionali che risultano ancora dispersi tra le macerie del bar Le Constellation.

Nel frattempo, il bollettino medico proveniente dall'Italia resta critico: sono nove i feriti ricoverati al Niguarda di Milano, trasferiti d'urgenza dopo il devastante rogo che nella notte di San Silvestro ha ucciso complessivamente 40 persone.

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La Procura svizzera ha iscritto nel registro degli indagati i proprietari del locale, i coniugi francesi Jacques e Jessica Moretti. Le accuse sono pesantissime. Sebbene la Procura abbia confermato la presenza di un'uscita di sicurezza, numerose testimonianze raccolte tra i sopravvissuti indicano che la via di fuga era sbarrata, trasformando il locale in una trappola mortale.

L'avvocato penalista e parlamentare svizzero Nicolas Kolly, intervenuto ai microfoni di Tgcom24, ha delineato il complesso quadro giuridico che attende i Moretti: secondo l'art. 117 del Codice penale svizzero, la pena massima è di 3 anni, se venisse dimostrato che i proprietari hanno utilizzato materiali isolanti acustici infiammabili pur conoscendone la pericolosità, la pena potrebbe schizzare a un minimo di 5 anni e un massimo di 20 anni di reclusione.

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I coniugi Moretti si sono difesi dichiarando che il locale era stato ispezionato tre volte in dieci anni. Un numero che Kolly definisce "abituale" per la normativa elvetica, ma che non esime i gestori dalle proprie responsabilità. Il punto focale dell'indagine riguarda le autorizzazioni edilizie: si sospetta che i materiali acustici che hanno alimentato il rogo non fossero mai stati dichiarati né autorizzati.

L'inchiesta potrebbe presto allargarsi oltre la gestione privata. Secondo l'avvocato Kolly, non è esclusa una responsabilità civile e penale del Comune di Crans-Montana. Gli inquirenti stanno verificando se le autorità addette alla polizia edilizia abbiano omesso i controlli o, peggio, se abbiano rilasciato autorizzazioni all'esercizio pubblico pur essendo a conoscenza di carenze nei sistemi antincendio.

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«Qualora si riscontrassero carenze da parte delle autorità, il Comune potrebbe incorrere nella responsabilità civile dei propri organi», ha spiegato Kolly, non escludendo procedimenti penali per i funzionari pubblici.

Mentre le famiglie delle vittime attendono risposte, la giustizia svizzera si prepara a un iter che si preannuncia estenuante. Tra perizie tecniche sui materiali, analisi delle catene di comando comunali e testimonianze dei superstiti, il caso Le Constellation promette di arrivare fino all'ultimo grado di giudizio, in un percorso processuale che potrebbe durare anni.

 

@Redazione Sintony News