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11 Aprile 2020

Il buco dell'ozono da record sull'Artico

A Marzo 2020 si aperto sull'Artico il buco dell'ozono da record

A Marzo 2020 si è aperto sull'Artico il buco dell'ozono da record che secondo la stima di Diego Loyola, dell'agenzia spaziale tedesca Dlr, dovrebbe chiudersi a metà Aprile. Il satellite Sentinel-5P, del programma Copernicus guidato dalla Commissione Europea e dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), sta sorvegliando i livelli quotidiani di ozono sull’Artico. Attraverso le immagini del satellite che si fondano sullo strumento Tropomi, spettrometro sensibile ai raggi ultravioletti, gli esperi della Drl hanno potuto verificare l'incremento sull'Artico dal 9 Marzo al 1 Aprile 2020 della crepa nello strato dell'ozono che ci tutela dai raggi ultravioletti. L'ampiezza è tre volte la Groenlandia.

“In passato mini buchi dell’ozono sono stati occasionalmente osservati sopra il Polo Nord, ma - precisa Loyola - l’impoverimento sopra l’Artico quest’anno è molto più grande rispetto agli anni precedenti. Il buco dell’ozono ha una estensione massima di meno di un milione di chilometri quadrati: è poco rispetto a quella del buco dell'ozono sull'Antartide, che può estendersi fino a 20-25 milioni di chilometri quadrati per una durata di 3 o 4 mesi. Per il buco nell’Artico la stima degli esperti è invece che “possa chiudersi verso la metà di aprile 2020”.

Lo strato di ozono si dilata nella stratosfera tra 10 e 50 chilometri. Con il Protocollo di Montreal, firmato nel 1987 in modo da proteggerlo e' stato diminuito l’utilizzo dei gas (Cfc) che danneggiano l’ozono. Per risolvere il problema che tutti i gas spariscano del tutto dall'atmosfera ci vorrà tantissimo tempo, ma grazie al protocollo di Montreal, il buco dell'ozono che si forma in Antartide ogni Autunno, sta diminuendo.

 

@MariazzurraLai