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26 Marzo 2020

Papa Francesco negativo al tampone

Nuovo contagio in Vaticano: un funzionario della Segreteria di Stato e collaboratore di Papa Francesco

Un funzionario della Segreteria di Stato e collaboratore di Papa Francesco è risultato positivo al coronavirus. Tra l'altro abita nella Casa Santa Marta, dove risiede anche il Pontefice. A riportare la notizia è Franca Giansoldati sull'edizione online del Messaggero. Stando a quanto si apprende, l'uomo è ricoverato al Columbus-Covid 2 Hospital, ma le sue condizioni non destano preoccupazione, per il momento. Anche il Vaticano quindi è in corsa per il lock-down totale. Tutti i tamponi fatti sono risultati negativi. Nella residenza del Papa sono subito scattate tutte le misure previste per sanificare gli ambienti comuni e per tutelare tutti i pochi ospiti rimasti.   Francesco   in via precauzionale  non sta più mangiando nella mensa comune di Casa Santa Marta, bensì nella sua stanza, la camera 201, al secondo piano dell’edificio.

Salgono quindi a cinque i casi di positività: "Allo stato attuale sono quattro i casi di positività al coronavirus riscontrati: oltre al primo di cui si è data precedentemente notizia, si tratta di un dipendente dell'Ufficio Merci e di due dipendenti dei Musei Vaticani", aveva detto il direttore della Sala Stampa, Matteo Bruni martedì scorso. 

"Le quattro persone erano state poste in isolamento in via cautelativa prima che risultassero positive al test e il loro isolamento dura ormai da oltre 14 giorni; attualmente sono in cura in strutture ospedaliere italiane o presso la propria abitazione", aveva spiegato. 

I dipendenti della Segreteria di Stato che possono aver avuto contatti con il monsignore italiano  sono stati sottoposti al tampone così come lo stesso papa Francesco e sono risultati tutti negativi.

Il Vaticano ad ogni modo si sta preparando anche a una inedita Pasqua ‘a porte chiuse'. Non ci sarà la Via crucis, niente Domenica delle Palme e niente lavanda dei piedi. Dal momento che la data della Pasqua non può essere trasferita, nei paesi colpiti dalla malattia, dove sono previste restrizioni circa gli assembramenti e i movimenti delle persone, i Vescovi e i Presbiteri celebreranno i riti della Settimana Santa senza concorso di popolo e in luogo adatto, evitando la concelebrazione e omettendo lo scambio della pace. I fedeli siano avvisati dell'ora d'inizio delle celebrazioni in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni. Potranno essere di aiuto i mezzi di comunicazione telematica in diretta, non registrata. Così è quanto stato detto nel decreto pubblicato oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede.

 

@Laura Pace