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23 Marzo 2020

Covid-19: App traccia contagi

Il Governo sta pensando ad un'applicazione che contrasta la diffusione del Covid-19 e rintraccia chi positivo

Idea che arriva dai paesi orientali, ma che andrebbe in contrasto con la tutela della privacy e del rispetto delle leggi nel nostro paese. Ma in casi eccezionali ci può essere una deroga. Dati gli ultimi dati della protezione civile si sta riscontrando un aumento dei contagi da Covid-19 in Italia e il picco non sembra ancora essere stato toccato. Perciò il Governo sta pensando di cambiare strategia e di adottare la stessa politica della Corea del Sud: aumento dei tamponi e utilizzo di un’applicazione per tracciare i positivi e ricostruire i movimenti, in modo da poter mettere in quarantena i possibili positivi. Per il momento il Governo non ha ancora preso nessuna decisione, ma il Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione sono già arrivate diverse proposte di applicazioni, tra cui quella di Luca Foresti, AD della rete di poliambulatori specialisti Centro medico Santagostino, che sta lavorando insieme ad alcune aziende italiane specializzate in marketing e sviluppo software per realizzare un’app sul modello sudcoreano. Applicazione che sarebbe già pronta per l’utilizzo.

L’applicazione avrebbe uno scopo ben preciso: limitare la diffusione dei contagi. In questo momento è necessario limitare il più possibile il contagio, in modo da non ingolfare gli ospedali che altrimenti andrebbero in collasso. Il funzionamento dell’app è piuttosto semplice: la si scarica sullo smartphone e una volta individuate le persone positive si ricostruiscono tutti i movimenti, in modo da capire con chi si è entrati in contatto. Mettere in quarantena preventiva aiuta a diminuire la diffusione del Covid-19. L'unica ad aver accesso ai dati sarebbe la Protezione Civile, quindi nessuna diffamazione o gogna per chi è positivo, in modo da poter agire tempestivamente e avere sotto controllo la situazione dei contagiati in tutta Italia. Per quanto riguarda la privacy delle persone, l’applicazione non ha accesso a dati sensibili come nome, cognome o il numero di telefono. Il modello italiano sarà molto diverso rispetto a quello cinese e coreano, prendendo tutte le precauzioni del caso.

 

@Laura Pace