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8 Marzo 2020

Il farmaco folle che non fa sentire la fatica

“La droga del migrante”, il Tramadolo, č un farmaco folle che sta arrivando anche in Italia tramite rotte illegali.

Il tramadol, sviluppato alla fine degli anni Settanta dall’industria farmaceutica Grünenthal GmbH, con il nome commerciale di Tramal è diventato negli anni il principio attivo di svariati farmaci per il trattamento di dolori: da moderato a grave, fino ad essere utilizzato dopo le operazioni chirurgiche. Un farmaco anti-dolorifico, classificato ufficialmente come un oppiaceo debole.

Ma quello che non si sa è che questo farmaco ha un lato oscuro: denominato come “La droga del migrante”, il tramadolo, è un farmaco folle che sta arrivando anche in Italia tramite rotte illegali. Il suo mercato nero infatti è sempre più vasto, e la clientela va dai miliziani libici ai braccianti clandestini del sud Italia che lo usano per non sentire la fatica. Utilizzato dai braccianti clandestini per resistere a ritmi di lavoro opprimenti, i suoi effetti sono devastanti.

In Togo e in altri stati africani sta uccidendo la popolazione. Il suo uso è stato sviato, perché oggi il farmaco viene assunto soprattutto per resistere a ritmi di lavoro opprimenti.

Per acquistare farmaci a base di Tramadolo, serve una prescrizione medica normale, che viene rilasciata in forma non ripetibile. Ed è proprio questo status di controllo lasco che lo ha ben presto trasformato in un oppioide sintetico di largo consumo ricreativo.

Ma per mancanza di informazione e prevenzione, i consumatori si rendono conto che dà dipendenza.
Negli ultimi dieci anni il Tramadol in paesi come la Nigeria è diventato il nuovo “allarme sociale”: come rivela il World Drug Service 2019, nel 2011 a livello globale sono stati sequestrati 10 chili di Tramadol illegale, mentre nel 2017 la quantità sequestrata è salita a 125 tonnellate. Ed è proprio stato il traffico illegale di Tramadol che ha fatto balzare la Nigeria al primo posto fra i paesi mondiali per quantitativo di oppiacei sintetici sequestrati dalle forze dell’ordine.

L’assunzione normale di questo farmaco è una compressa da 50 mg. Ma nei paesi dell’Africa occidentale le dosi variano dai 200 ai 250. L’influenza sempre maggiore della mafia nigeriana sui traffici di droga che dall’Africa arrivano in Europa, e sul business delle migrazioni, l’hanno fatta diventare “la droga del migrante”.

Come si legge in una recente inchiesta del Fatto Quotidiano, infatti, l’utilizzo del Tramadol è molto diffuso fra i braccianti clandestini che lavorano dieci ore al giorno come raccoglitori nei campi del sud Italia: serve per lenire i dolori alla schiena e non far sentire la fatica.

Alcuni la utilizzano per alleviare i sintomi d’astinenza da eroina, altri la mescolano sciroppi e insetticidi per acuire l’effetto, altri la combinano con il consumo di marijuana per combattere la depressione.
Il Tramadol, insomma, potrebbe essere ufficialmente diventata la nuova droga del nostro secolo.

 

@Laura Pace