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2 Marzo 2020

Cagliari - Roma 3 - 4

Un'altra sconfitta, per i rossoblý Ť notte fonda

Finisce con un altro KO la sfida della Sardegna Arena tra Cagliari e Roma, ed è la settima sconfitta dalla gara rocambolesca vinta contro la Samp a inizio dicembre. Tre mesi neri, nei quali il Cagliari ha raccolto la miseria di 4 punti in 11 partite giocate. La Sardegna Arena ormai è terreno di conquista: passa anche la Roma per 4-3 ed è persino un risultato bugiardo per quel che si è visto in campo, con i giallorossi nettamente più pericolosi, a lungo in controllo e spesso minacciosi dalle parti di Olsen. Rossoblù invece ancora deludenti, e purtroppo ormai siamo abituati a prestazioni del genere, senza grandi idee di gioco, insistenti nell'attuare un fraseggio arretrato pericoloso e inconcludente e con diversi giocatori che sono sembrati in difficoltà atletica rispetto ai velocissimi attaccanti avversari.

 

Già dopo un quarto d’ora del primo tempo la Roma aveva chiamato in causa un super Olsen in almeno quattro occasioni, con tanto di traversa colta da Under. Roma in palla, Cagliari in difficoltà. Eppure, a conferma del fatto che il calcio a volte è proprio strano, sono i padroni di casa a passare in vantaggio poco prima della mezzora: palla di Oliva per Joao che addomestica e scocca un tiro a palombella che sorprende Pau Lopez. La gioia per il gol, però, dura soltanto un minuto, perché sul traversone di Kolarov Pellegrini sbaglia l’intervento e manda la palla sulla testa di Kalinic, che ringrazia e fa 1-1. Sempre Pellegrini è il protagonista in negativo del primo tempo, visto che dalle sue parti nasce il raddoppio romanista: Mkhitaryan  lo brucia e mette in mezzo ancora per Kalinic che sigla la doppietta personale. 

 

Nella ripresa la musica non cambia: il Cagliari fa una fatica enorme nel creare occasioni da gol, anzi è la Roma che spinge, trascinata da Justin Kluivert, forse l’uomo meno in evidenza nel primo tempo: l’olandese coglie subito una traversa a inizio ripresa, poi, lanciato da Kalinic, trafigge Olsen in uscita. A quel punto, un po’ tardi a dire il vero, Maran getta nella mischia Simeone e Gastón Pereiro e proprio l'uruguaiano rilancia le speranze di rimonta con una sgroppata centrale con tanto di conclusione dal limite di sinistro a trafiggere il portiere giallorosso. Velleità di rimonta subito spente dalla Roma, che qualche minuto dopo cala il poker: punizione dalla destra di Kolarov, Mkhitaryan spizza di testa quanto basta per mettere fuori causa Olsen. Nonostante non sia certo un gran Cagliari, le emozioni però non finiscono: a due minuti dal novantesimo, il signor Di Bello concede ai sardi un penalty per mani in area di Smalling; dal dischetto va Joao Pedro che si fa ipnotizzare da Pau Lopez, ma è bravissimo nel fiondarsi sulla ribattuta per il 3-4. Di fatto, però, la gara termina qua, perché i rossoblù non riescono a creare altro nei sette minuti di recupero disputati.

 

Ci aspettavamo una Roma stanca dopo la gara di Europa League, invece abbiamo visto un Cagliari involuto, sottotono e in difficoltà sotto tutti i punti di vista. La crisi sembra non avere fine e col passare delle settimane siamo passati dal guardare la distanza dal sesto posto a contare i punti di vantaggio sulla terzultima, perché sembra non esserci limite al peggio. Sabato prossimo, coronavirus permettendo, a Ferrara bisognerà sfoderare una grande prestazione per mettersi definitivamente alle spalle questi mesi di delusioni.