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29 Febbraio 2020

Uniform Into/Out the work al Mast di Bologna

La mostra fotografica, che ritrae gli uomini e le donne in divisa di lavoro, ospite alla Fondazione Mast di Bologna fino al 3 maggio

Le divise, tute, uniformi non fanno di certo la persona, non la formano nello spirito ma nella nostra mente la identificano in maniera chiara e univoca. A questo si è ispirata la mostra fotografica intitolata: “Uniform. Into the work / Out of the Work” presente a Bologna fino al 3 maggio alla Fondazione Mast secondo le visioni di 44 fotografi ognuno con il loro stile. Le mostre in realtà sono due, la seconda è: “Ritratti Industriali” di Walead Beshty e si intrecciano tra loro nel trasmettere la stessa cosa: lavoratori in divisa per oltre 600 scatti tra i fotografi i nomi noti di: Rineke Dijkstra, Paolo Pellegrin, Sebastião Salgado. È alla Fondazione MAST, che si alternano i pannelli con le bellissime fotografie che ritraggono uomini e donne in divisa, vestiti grazie ai quali riusciamo a collocarli nella società e in un dato contesto, dalle infermiere ai Vigili del Fuoco, suore e macellai, lavoratori impegnati nei loro compiti di lavoro quotidiano.

Ma come dice il titolo della mostra, la fotografia va oltre la professione - Out of the Work – e invade la vita al di fuori del lavoro. Tutto ciò riporta comunque al vestito, quello che le persone portano e che le influenza nella vita in un’ottica di estetica invadente che si ripercuote sulla vera indole del “reale”. 369 i volti ritratti nella mostra ospite a Bologna. Le immagini si alternano e l’intento è quello di differenziare e far inquadrare l’occhio critico – o poco critico – di chi osserva. Alla fine della mostra le immagini delle slide che vedono la moda inserirsi e integrarsi perfettamente a quelle che sono le divise da lavoro come in Dior e Balenciaga o ancora Moschino. Integrazione o esclusione? A stabilirlo chi osserva.

 

@Margherita Pusceddu