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17 Febbraio 2020

Cagliari - Napoli 0 - 1

Un’altra sconfitta, Rossoblů contestati dalla Curva Nord

Partiamo dal fischio finale del signor Doveri, che sancisce la vittoria del Napoli alla Sardegna Arena e dà il via all’aspra contestazione da parte della Curva Nord nei confronti dei giocatori, i quali si sottraggono al confronto ravvicinato con gli Sconvolts. Cori e fumogeni anche all’uscita dagli spogliatoi, con la frangia più accesa del tifo rossoblù che chiede a gran voce ai giocatori di tirare fuori gli attributi. Situazione tesa, d’altronde non si vince da dieci partite (sette sconfitte e tre pareggi, questa la striscia ingloriosa degli ultimi due mesi e mezzo) e il sogno Europa League va sgretolandosi a poco a poco.

  
Se aggiungiamo, poi, che il risultato di ieri è maturato dopo l’ennesima prestazione negativa, contro un Napoli che ha vinto senza entusiasmare, si capisce ancora di più che i tifosi abbiano perso la pazienza. A decidere la contesa, a metà secondo tempo, il colpo da biliardo del giocatore più atteso, quel Dries Mertens che ieri sostituiva l’acciaccato Milik e che evidentemente può ancora dire la sua in questo Napoli. Il belga, servito dalla sinistra da Hysaj, ha avuto fin troppo spazio per mirare il palo lontano e battere Cragno, decidendo di fatto la partita. 


Non è stata una grande serata sul piano delle emozioni, primo tempo piuttosto equilibrato, col Napoli che inizialmente ha messo paura al Cagliari col possesso palla. Col passare dei minuti, poi, i rossoblù hanno preso fiducia, trascinati da Nandez e dalle giocate di Gaston Pereiro, forse l’unica nota positiva della serata. L’uruguaiano è stato il più pericoloso con un sinistro a giro dal limite indirizzato nel sette, ma parato da Ospina, e soprattutto con una serpentina che ha creato scompiglio nella difesa campana. Peccato che la conclusione gli sia capitata sul destro e non sul suo piede preferito.


Nel secondo tempo il copione non è cambiato, ma il Napoli ha fatto salire il proprio baricentro e dopo aver trovato il vantaggio con Mertens praticamente non ha più rischiato. Per colpa del Cagliari essenzialmente, che non è stato in grado di imbastire una reazione in grazia di dio, e forse anche per colpa di Maran, che ha sì inserito un’altra punta, Paloschi, ma ha tolto proprio Pereiro, l’unico che pareva in grado di poter creare qualcosa là davanti. Risultato: Ospina chiamato in causa solo da una conclusione da fuori di Klavan, anzi è stata la squadra di Gattuso a sfiorare il raddoppio ancora con Mertens.


La sensazione è che ieri, oltre ai soliti limiti mentali, la squadra abbia messo in mostra anche evidenti limiti tecnici e tattici, perché a tratti sembrava che non si sapesse che fare col pallone. A parte Nandez, il centrocampo è mancato e la squadra ha pagato a caro prezzo le assenze di uomini importanti come Rog e Nainggolan. Serviva una prova di forza per smentire definitivamente le voci circolate dopo l’infortunio di Pavoletti e per dimostrare che il gruppo fosse compatto, ma così non è stato. Il calendario ora propone la trasferta contro il Verona sesto in classifica e poi la sfida casalinga contro la Roma. Due partite che ci diranno tanto sul futuro della squadra e probabilmente anche su quello dell’allenatore.  

 

@Francesco Cucinotta