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16 Dicembre 2019

In Sardegna +200 casi di tumore in un anno

Si colloca tra le regioni con pių basso livello di prevenzione per i tumori.La sopravvivenza a 5 anni raggiunge il 60%delle donne e il 49%degli uomini

La posizione della Sardegna per ciò che riguarda i numeri del cancro non è delle migliori. Tanti i deficit sull’isola che partono dalla prevenzione, infatti la regione come quelle del centro sud si colloca nel quadro da bollino rosso con i dati peggiori rispetto alla media nazionale. Nel 2019 in Sardegna sono stimati 10.200 nuovi casi – 6 mila uomini e 4 mila e 200 donne -. Nel 2019 le diagnosi di tumore sono aumentate del 2 per cento, + 200 casi in un anno. Dal punto di vista nazionale il tumore più frequente per l’uomo è quello ai polmoni mentre per le donne il tumore alla mammella. In Sardegna, invece il panporama si restringe, i tumori più frequenti per gli uomini sono quelli al colon-retto e alla prostata, per le donne  sempre quello alla mammella. Si stima che nel 2019, in Italia, verranno diagnosticati circa 371 mila nuovi casi di tumore maligno – 196 mila negli uomini e 175 mila nelle donne -. Nonostante i dati diffusi della prevenzione siano da “bollino rosso” sembra che poche donne eseguano la mammografia e siano, in geenrale, sottovalutati gli stili di vita sani, perché il 25 per cento dei cittadini è sedentario. Ma per l’isola un dato è positivo rispetto alla media nazionale: “Le giovani donne sarde rispondono meglio agli inviti del pap-test come screening del carcinoma della cervice uterina"spiega Davide Farci oncologo del Businco e coordinatore AIOM (associazione italiana oncologia medica) Sardegna. Il dato rimane negativo per il resto degli esami per la prevenzione "La risposta per lo screening mammografico e la raccolta delle feci per il colon retto è al di sotto della media nazionale” , coclude Farci. La Sardegna come regione autonoma ha chiesto più volte un aiuto da parte del Ministero alla Salute: “Le posizioni dei due ministeri, salute e finanze, non sono da noi ritenute accettabili”, spiega l'assessore alla Sanità Mario Nieddu, “Sono state bocciate tutte le proposte che ho portato in sede di patto. "Questo si ripercuote su un atteggiamento da parte nostra che non può essere di benevolenza. Per ora le risposte non sono positive. Abbiamo chiesto di inserire gli specializzandi dal primo al secondo anno per sopperire alla carenza di organico" – ha specificato durante la Conferenza Nieddu - “nessuna risposta positiva”. La carenza di organico è il dato che lascia la regione Sardegna molto sofferente: “Stiamo cercando di sopperire alle carenze di organico degli specialisti, ho chiesto di scorporare le spese per la prevenzione" specifica l'assessore alla Sanità - ma la proposta è stata rigettata "la seconda cosa - che ci preme molto -  è di attivare un piano di prevenzione dal miglioramento dello stile di vita dall’età più precoce quindi a partire dalle scuole”.

@Margherita Pusceddu