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13 Giugno 2013

Anche Zucchero a Londra per Combattere la Poverta'

Presso i giardini della Tate Modern di Londra si �è tenuto un concerto a sorpresa organizzato dall'associazione ONE di Bono

Ieri, mercoledì 12 giugno, a Londra presso i giardini della Tate Modern di Londra si è tenuto un concerto a sorpresa organizzato dall'associazione ONE di Bono per sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi partecipanti al prossimo G8 sul tema della povertà, che ancora attanaglia molto popoli della terra. Il messaggio è un imperativo, "AGIT8" , ossia agitate, fate sentire la vostra voce a favore di chi ancora nel mondo vive in miseria e povertà

Dalle 12.00 alle 21.00 si sono esibiti diversi artisti dal vivo ( tra cui Jamie cullum, David Gray, Angelina Kidjo, Paolo Nutini.). Zucchero, unico artista italiano presente all'evento ha cantato "Love Is all Around" trasformata per l'occasione in "Love is still around?" per unirsi al coro della protesta e a grande richiesta, come secondo brano, la cover "Everybody's got to learn something". Così Zucchero ha commentato dopo la sua performance : "E' stato per me un onore ed un piacere accettare l'invito del mio amico Bono perché credo che l'unione e la musica possano veramente regalare una speranza per un mondo migliore senza povertà. Inoltre, quest'azione di "guerriglia" pacifica, con la musica che diventa l'arma più potente del mondo, mi ha fatto ricordare gli eroi "giovani e belli" che ho sempre ammirato e la cosa mi riempie d'orgoglio"

«È una guerriglia pacifica», dice Zucchero, appena giunto a Londra per partecipare, unico artista italiano, alla campagna di Bono contro la povertà del mondo. «Una guerriglia pacifica per regalare una speranza per un mondo migliore. La musica ha fatto moltissimo nel passato, e oggi sembra che ci sia un risveglio».
Una canzone per cambiare il mondo. Sono molti gli artisti che, con questo auspicio, hanno raccolto l’appello del leader degli U2 e deciso di aderire alla campagna «Agit8» per chiedere ai grandi della terra di combattere la corruzione ed eradicare la povertà.
In una Londra tesa per le proteste dei gruppi anticapitalisti in vista del G8 che si terrà la settimana prossima in Irlanda del Nord, i cantanti usano la loro musica come arma. Alcuni di loro, come Zucchero, si esibiscono sulle sponde del Tamigi, in un palco allestito di fronte alla Tate Modern, ex centrale elettrica riconvertita in museo d’arte contemporanea e simbolo stesso del cambiamento. Non si tratta di un concerto, piuttosto di una due giorni, gratuita ed aperta a tutti, tesa a mobilizzare le coscienze, con volantini distribuiti da volontari dell’associazione One e performance estemporanee di alcuni artisti - oltre a Zucchero, sono in scaletta tra gli altri Jamie Cullum, David Gray, Tom Jones, Paolo Nutini e Alison Moyet. La manifestazione si conclude con un mini documentario, della durata di circa 25 minuti, realizzato dal regista Richard Curtis, già autore della romcom made in England Love, Actually ma anche impegnato nelle campagne no global.
Altri artisti, come Green Day e Sting, hanno scelto di contribuire alla campagna registrando dei video poi caricati su sito di One, l’organizzazione umanitaria di cui Bono è co-fondatore. Molti hanno scelto le loro canzoni di protesta preferite. Gli U2 hanno scelto di reinterpretare il classico Sunday Bloody Sunday, Elvis Costello si esibisce in una cover della canzone The Ghost of Tom Jones di Bruce Springsteen.
Bono rivolge un pensiero a Nelson Mandela, il leader anti-apartheid per cui il mondo della musica si è mobilitato negli Anni 80, e che è oggi ricoverato in gravi condizioni in un ospedale di Pretoria: «Questa settimana ci sono tornate in mente le parole del grande trascinatore Nelson Mandela. La povertà non è naturale, come non lo sono la schiavitù e l’apartheid. È stata creata dall’uomo e come tale può essere superata. Milioni di persone sono intrappolate nella prigione della povertà’: è tempo di liberarle. A volte tocca ad una generazione il compito di essere grandi. Voi potete essere questa grande generazione».

Da tempo impegnato nel promuovere campagne umanitarie, Bono si batte perché i capi di stato e di governo delle otto potenze più industrializzate del mondo rispettino i loro impegni di aiuti umanitari e allo sviluppo.

La campagna chiede al G8 che si riunirà il 17 e 18 giugno di impegnarsi su due obiettivi: sostenere gli sforzi dell’Africa contro la malnutrizione cronica e promuovere una maggiore trasparenza nei governi.

Zucchero racconta che è stato proprio Bono, amico da anni, a cercarlo. «Non potevo dire di no», aggiunge, ricordando come artisti nel passato abbiamo contribuito a risvegliare le coscienze, per esempio Bob Dylan e la sua Blowing In The Wind. Per la sua esibizione ha scelto la canzone Love is all around, tratta dal disco La Sesion Cubana ma provocatoriamente ribattezzata per l’occasione Love is still around?. Come bis ha poi eseguito Everybody’s got to learn sometime. «Nel passato i politici hanno promesso, promesso, ma poi non hanno mai fatto nulla. Stavolta l’evento parte dal basso, per questo forse potrebbe avere più forza», conclude Zucchero.