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10 Dicembre 2012

Schicchi lutto nel mondo della pornografia

Riccardo Schicchi: lutto nel mondo della pornografia

E' morto Riccardo Schicchi, a soli 60 anni per una grave forma di diabete mellito che l'aveva reso negli ultimi tempi quasi cieco.
Schicchi è stato fotografo, regista ma soprattutto imprenditore di un settore che ha in un certo senso liberato dal tabù: quello della pornografia.

L'incontro nella prima metà degli anni '70 con Ilona Staller ha dato la svolta definitiva alla sua vita. Su Radio Luna con la modella ungherese conduceva una trasmissione sul sesso che divenne popolare, “Voulez-vous coucher avec moi?” e fu durante quelle trasmissioni che Ilona venna soprannominata Cicciolina.

Nel 1983 fondò con la Staller Diva Futura, un’agenzia per modelle e modelli pornografici e fu proprio da quella società che vennero lanciate la superstar Moana Pozzi e tante altre come Malù detta Ramba, Baby Pozzi, la trans Maurizia Paradiso.

Schicchi inventò anche le pornocasalinghe come Rossana Doll e Jessica Rizzo e a lui si deve la scoperta di un grande attore del cinema a luci rosse: Rocco Siffredi.

Grazie a Riccardo Schicchi Cicciolina venne eletta nel 1987 alla Camera dei deputati e nel 1990 fu tra i fondatori del Partito dell’Amore, un esperimento quasi parodia dei partiti politici tradizionali, che non arrivò al quorum per la Camera ma comunque ebbe un buon numero di preferenze per la capolista Moana Pozzi.

La conferma della morte è arrivata direttamente dalla moglie Eva Henger dal quale si era separato di fatto ma mai civilmente.
Eva Henger, miss Ungheria nel 1989, è stata una delle sue scoperte e fece scalpore per gli scatti fotografici nuda dentro Fontana di Trevi a Roma.
Eva è la madre dei due figli dell'imprenditore del porno.

Visibilmente commosso Rocco Siffredi che ha dichiarato: "Per l’Italia della pornografia questo è un grave lutto. Non c’è stato nessuno come lui che ha creduto così tanto al made in Italy pornografico, riuscendo a sdoganare tutto il mondo del porno, andando dritto per una strada in cui credeva anche a costo degli insulti dei benpensanti. A me fermavano per la strada per dire sei un figo, sei un grande, a lui sberle e frasi tipo sei un maiale".

E sempre l’amico Siffredi lo racconta con un’anima divisa in due: "il siciliano di paese, gelosissimo delle sue donne e il libertino sfrenato".