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17 Luglio 2019

documenti svelano la veritÓ su Paolo Borsellino

La commissione parlamentare Antimafia ha tolto il segreto da tutti gli atti coperti da segreto di Stato dal 1962 al 2001.

La commissione parlamentare Antimafia ha tolto il segreto da tutti gli atti coperti da segreto di Stato dal 1962 al 2001. Si tratta di oltre 1600 documenti che svelano tante verità. Tra i documenti e gli audio resi disponibili c’è anche la voce di Paolo Borsellino, con le parole che pronunciò in varie audizioni in commissione, tra il 1984 e il 1991. In una di queste il magistrato denunciava carenze nel suo programma di scorta: “Ho la macchina blindata la mattina diceva ma non di pomeriggio. Non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per essere poi libero di essere ucciso la sera“.

Nel 1989, invece, Paolo Borsellino, segnalava la provincia di Trapani come uno dei territori più penetrati dalla mafia. “Questa è terra di grandi latitanti affermava Provenzano, Riina e altri nomi storici”. Per il presidente della commissione, Nicola Morra (M5s), la pubblicazione degli audio di Borsellino è “un ulteriore segnale di democratizzazione del Paese”. Ma il fratello del magistrato, sostiene: “Non mi sembra si tratti esattamente di una desecretazione ma piuttosto di rendere pubblici dei documenti che fino ad ora erano di difficile accessibilità, perché conservati negli archivi della commissione antimafia”. “È necessario che venga restituito tutto. Che quell’agenda rossa che è stata sottratta da mani di funzionari di uno Stato deviato e che giace negli archivi grondanti sangue di qualche inaccessibile palazzo di stato, e non certo nel covo di criminali mafiosi, venga restituita alla memoria collettiva, alla verità e la giustizia”, ha detto Salvatore Brosellino, durante la conferenza stampa di presentazione dei quattro giorni di eventi dedicati al ventisettesimo anniversario della strage di via d’Amelio.

@Margherita Pusceddu