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30 Settembre 2026

Sigarette, nuovi rincari dal 2027: fino a 25 centesimi in più a pacchetto

Dal primo gennaio nuovo aumento delle accise su tabacco e prodotti da fumo. La stima media per le sigarette è di circa 25 centesimi, ma i rincari proseguiranno nel 2028

Nuovo aumento in vista per i fumatori italiani. Dal 1° gennaio 2027 scatterà un altro gradino del piano di incremento delle accise previsto dalla legge di Bilancio, con effetti sui prezzi delle sigarette tradizionali e su una serie di prodotti alternativi, dal tabacco trinciato alle sigarette elettroniche.

Per le classiche sigarette, la stima indicata nella relazione tecnica della manovra è di un rincaro medio di circa 25 centesimi a pacchetto nel 2027. Non significa, però, che ogni marca aumenterà automaticamente della stessa cifra: i listini al pubblico dipendono anche dalle richieste formulate da produttori e importatori e dalle successive determinazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Foto di Sigaretta texture - Scarica immagini gratuite di alta qualità |  Magnific (precedentemente Freepik)

Il nuovo intervento arriva dopo gli aumenti già registrati nel corso del 2026. Il piano fiscale è infatti articolato su tre anni: la stima media era di circa 15 centesimi a pacchetto nel 2026, sale a circa 25 centesimi nel 2027 e dovrebbe arrivare intorno ai 40 centesimi complessivi dal 2028, rispetto ai livelli presi come riferimento prima dell’avvio degli incrementi.

A cambiare è innanzitutto la componente fissa dell’accisa sulle sigarette. Nel 2026 è stata fissata a 32 euro ogni mille sigarette, mentre dal prossimo anno salirà a 35,50 euro e dal 2028 raggiungerà i 38,50 euro. Anche l’onere fiscale minimo passa dai 216 euro per mille sigarette del 2026 a 221 euro nel 2027 e a 227 euro dal 2028.

Per avere un’idea dell’impatto sul portafoglio, un pacchetto che attualmente costa intorno ai 5,80 euro potrebbe arrivare, sulla base delle proiezioni medie, a circa 6,05 euro nel 2027 e avvicinarsi ai 6,20 euro l’anno successivo. Si tratta però di simulazioni e non di listini già stabiliti.

Gli aumenti non si fermeranno alle sigarette tradizionali. Anche il tabacco trinciato sarà interessato dalla crescita della tassazione: l’accisa minima passa da 161,50 euro al chilo nel 2026 a 165,50 euro nel 2027, per raggiungere 169,50 euro dal 2028. Incrementi sono previsti anche per i prodotti a tabacco riscaldato.

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Nel mirino ci sono inoltre le sigarette elettroniche. Per i liquidi contenenti nicotina il coefficiente utilizzato per determinare l’imposta passa dal 18% del 2026 al 20% nel 2027, per salire al 22% dal 2028. Per quelli senza nicotina si passa invece dal 13 al 15%, fino al 17% previsto dal 2028. Anche in questo caso, però, l’aumento della tassazione non si traduce automaticamente nella stessa variazione percentuale del prezzo finale pagato dal consumatore.

L’operazione ha anche un peso significativo per le casse pubbliche. Secondo le stime legate alla manovra, gli aumenti della tassazione sui prodotti del tabacco dovrebbero produrre circa 1,47 miliardi di euro di maggiori entrate nel triennio 2026-2028: 213 milioni nel primo anno, 465,8 milioni nel 2027 e quasi 797 milioni nel 2028.

Per conoscere l’effettivo costo di ogni singolo pacchetto bisognerà quindi attendere gli aggiornamenti dei listini. La direzione, però, è già definita: nel 2027 fumare costerà ancora di più e il percorso di aumento della tassazione proseguirà almeno fino al 2028.

 

 

@Redazione Sintony News