Le tasse più odiate dagli italiani: dall’Imu alle accise, ecco le più contestate
Speaker: Mattia
«Le tasse sono una cosa bellissima». Era il 2007 quando Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell’Economia nel governo Prodi II, pronunciò questa frase in televisione, scatenando numerose polemiche. Il riferimento era al valore civile del contributo fiscale, necessario per finanziare i servizi pubblici. Un concetto difficile da accettare per molti italiani, già alle prese con un’elevata pressione tributaria.
Tra i prelievi più discussi figura anche il bollo auto, che il governo Meloni ha annunciato di voler abolire per i veicoli fino a 80 kW. Ma quali sono le altre imposte più contestate?
Tra le meno apprezzate c’è l’Imu, introdotta nel 2012 dopo l’Ici, rimasta in vigore dal 1993 al 2011. Silvio Berlusconi aveva fatto dell’abolizione di quest’ultima sulla prima casa una delle sue principali battaglie politiche, concretizzata nel 2008.
Oggi il tributo riguarda soprattutto seconde abitazioni, negozi, uffici e capannoni. Sono escluse le residenze principali, salvo quelle di lusso appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. A suscitare malcontento è il pagamento legato al semplice possesso dell’immobile.

La Tari finanzia raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è dovuta da chi possiede o occupa locali potenzialmente in grado di produrli. Le critiche riguardano gli importi, spesso giudicati elevati rispetto alla quantità effettivamente conferita, e la qualità del servizio, talvolta ritenuta insoddisfacente. L’obbligo resta anche quando si producono pochi scarti.
Le tensioni legate alla guerra in Iran e il rialzo dei prezzi hanno riacceso il dibattito sulle accise. Secondo Assoutenti, la componente fiscale incide per il 61,1% sul costo della benzina e per il 57,2% su quello del gasolio, collocando l’Italia tra i Paesi dell’Eurozona con i prezzi più elevati. A pesare è anche l’Iva applicata sull’accisa, percepita come una doppia tassazione.
Introdotti in passato anche per finanziare emergenze, conflitti e missioni internazionali, questi prelievi furono unificati nel 1995 dal governo Dini, perdendo i riferimenti alle motivazioni originarie. Successivi interventi legislativi del 2013 ne hanno consolidato il carattere strutturale, rendendo complessa un’eventuale eliminazione senza compromettere le entrate statali.
L’Irpef colpisce i redditi delle persone fisiche ed è particolarmente evidente per dipendenti e pensionati, perché trattenuta direttamente da stipendi e pensioni. Si aggiungono le quote regionali e comunali, variabili secondo il territorio di residenza, che aumentano il carico complessivo.

Imposta di successione. Si applica al trasferimento di beni e diritti agli eredi, con importi determinati dal valore del patrimonio e dal grado di parentela. È contestata perché interviene durante un momento familiare delicato e riguarda ricchezze accumulate attraverso redditi già tassati.
Bollo sui conti correnti. Per le persone fisiche ammonta a 34,20 euro annui quando la giacenza media supera i 5.000 euro nel periodo di riferimento. È considerato ingiusto perché grava sul denaro depositato, indipendentemente dagli interessi maturati.
Marca da bollo. Necessaria per determinati atti, documenti e fatture, comporta generalmente una spesa aggiuntiva di 2 o 16 euro. Molti cittadini la considerano un costo burocratico per accedere a pratiche e servizi.
Canone Rai. È dovuto da chi possiede un televisore e viene riscosso attraverso la bolletta elettrica, una sola volta all’anno per famiglia anagrafica residente nella stessa abitazione. L’obbligo prescinde dall’effettiva visione dei programmi Rai e dal gradimento dell’offerta.
Iva, l’imposta sui consumi. Con un’aliquota ordinaria del 22% e percentuali ridotte per specifiche categorie, l’Iva incide sul prezzo finale di numerosi beni e servizi. Riguarda tecnologia, abbigliamento, arredamento, veicoli, alimentari, energia, prestazioni professionali e alcuni medicinali, oltre a prodotti per l’infanzia e l’igiene femminile.
Patrimoniale, il confronto politico. In Italia non esiste un’imposta generale sul patrimonio netto delle persone fisiche, ma l’ipotesi di introdurne una progressiva sulle grandi ricchezze torna periodicamente nel dibattito. Alcune forze di sinistra la sostengono per finanziare i servizi pubblici e ridurre le disuguaglianze.
Contraria Giorgia Meloni, che ha dichiarato: «Mentre altri parlano di patrimoniali, noi aboliamo il bollo auto, una tassa sulla proprietà tra le più odiate dagli italiani».
@Redazione Sintony News







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