Telemarketing selvaggio, multe per oltre 800mila euro: stretta sugli operatori telefonici
Speaker: Mattia
Nuova stretta contro il telemarketing abusivo e le telefonate commerciali indesiderate. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni intensifica i controlli e interviene direttamente sulle società che gestiscono le numerazioni telefoniche utilizzate dai call center, con due sanzioni per un totale di 822.500 euro.
I provvedimenti riguardano Retelit Digital Services, destinataria di una multa da 700mila euro, e Tekmind, sanzionata per 122.500 euro. Le decisioni sono state adottate dall’Agcom con due delibere del 23 settembre 2026, nell’ambito delle verifiche avviate nel novembre dello scorso anno in seguito a numerose segnalazioni.
L’obiettivo è contrastare le pratiche scorrette non soltanto attraverso il blocco delle chiamate, ma anche intervenendo sulle responsabilità delle aziende che mettono a disposizione e gestiscono i numeri telefonici.
Secondo quanto comunicato dall’Autorità, le due società non avrebbero rispettato pienamente gli obblighi di controllo previsti per i soggetti assegnatari delle numerazioni.

Le contestazioni riguardano in particolare la verifica del corretto utilizzo dei numeri da parte dei call center e l’adozione delle misure necessarie a impedire pratiche di falsificazione dell’identità del chiamante.
Il fenomeno è conosciuto come spoofing: una tecnica che consente di modificare il numero visualizzato sul telefono di chi riceve la chiamata.
In questo modo una telefonata proveniente dall’estero, per esempio, può apparire come una normale chiamata effettuata da un numero italiano.
Il sistema viene utilizzato anche per aggirare i controlli e rendere più difficile identificare chi effettua chiamate commerciali non autorizzate o tentativi di truffa.
Le sanzioni dell’Agcom riguardano il mancato rispetto degli obblighi di vigilanza e gestione delle numerazioni, non costituiscono di per sé un accertamento di partecipazione diretta a singole truffe.
I numeri diffusi dall’Autorità fotografano le dimensioni del fenomeno.

Tra gennaio e agosto 2026, i filtri anti-spoofing hanno intercettato e bloccato circa 191 milioni di telefonate provenienti dall’estero con numerazioni italiane contraffatte o non conformi agli standard internazionali.
Si tratta del 7,2% delle chiamate internazionali esaminate, con una media di circa 790mila telefonate bloccate ogni giorno.
Nel dettaglio, sono state fermate 148 milioni di chiamate che utilizzavano numeri mobili italiani, 38 milioni con numerazioni fisse e 4,6 milioni con identificativi non conformi.
Una quantità particolarmente elevata, che conferma quanto sia diffuso il ricorso a sistemi capaci di mascherare la reale provenienza delle telefonate.
L’introduzione dei filtri ha prodotto risultati significativi.
Secondo l’Agcom, rispetto al periodo precedente all’estensione dei controlli alle numerazioni mobili, le chiamate provenienti dall’estero e apparentemente effettuate da cellulari italiani sono diminuite del 95%.
Il volume giornaliero è passato da 26,8 milioni a circa 1,2 milioni di telefonate.
Anche il traffico internazionale complessivo si è ridotto sensibilmente, passando da 34 a 11 milioni di chiamate al giorno.
L’Autorità sottolinea che il blocco delle chiamate internazionali contraffatte ha contribuito a circoscrivere il fenomeno delle numerazioni italiane irregolari al territorio nazionale, facilitando l’individuazione degli operatori e dei call center coinvolti.
Le nuove sanzioni sono state accolte favorevolmente da una coalizione composta da associazioni dei consumatori, imprese del settore dei contact center e rappresentanti dei lavoratori.
Tra le organizzazioni figurano Assoutenti, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino, Federazione iConsumatori, Associazione URT, AssoCall-Confcommercio e Federazione Nazionale UGL Terziario.
Secondo le associazioni, l’intervento rappresenta un cambiamento importante perché sposta l’attenzione anche sulle responsabilità degli operatori che devono garantire il corretto utilizzo delle numerazioni.
Le organizzazioni chiedono inoltre regole capaci di distinguere le aziende che operano legalmente dai soggetti che utilizzano strumenti irregolari per contattare i consumatori.
Nonostante i risultati dei filtri, il problema delle chiamate indesiderate non è stato completamente risolto.
Per ridurre il rischio di truffe, è importante evitare di comunicare telefonicamente dati personali, codici di accesso o informazioni bancarie a interlocutori di cui non sia stata verificata l’identità.
In caso di offerte relative a luce, gas o telefonia, è consigliabile controllare le condizioni contrattuali attraverso i canali ufficiali dell’azienda.
Il Registro pubblico delle opposizioni resta uno strumento utile per limitare le chiamate promozionali, anche se non può impedire automaticamente le telefonate provenienti da soggetti che operano illegalmente.
La nuova fase dei controlli dell’Agcom punta proprio a questo: rendere più difficile l’utilizzo di numerazioni irregolari e rafforzare la responsabilità di chi gestisce le infrastrutture telefoniche.
L’obiettivo è ridurre le chiamate moleste e offrire maggiori garanzie ai cittadini, intervenendo sull’intera filiera del telemarketing.
@Redazione Sintony News







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