
La Sardegna mette a segno un doppio risultato nelle grandi guide dedicate al vino e all’ospitalità. Da una parte sono 18 le etichette dell’Isola che conquistano i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, il massimo riconoscimento della guida Vini d’Italia 2027. Dall’altra cresce la presenza sarda nella selezione alberghiera Michelin: tre nuove strutture ricevono Una Chiave e portano a cinque il numero complessivo degli hotel isolani insigniti del riconoscimento.
Sul fronte enologico, il risultato segna un nuovo primato. Dopo le 17 etichette che avevano caratterizzato le precedenti edizioni, quest’anno la Sardegna sale a quota 18. A dominare sono i vitigni che più identificano la produzione isolana: nove dei vini premiati sono Cannonau e cinque Vermentino. A completare la selezione ci sono un Carignano del Sulcis, un Nuragus, il Turriga di Argiolas e il Marchese di Villamarina di Sella & Mosca.

Il territorio regionale è rappresentato da nord a sud. Tra i Tre Bicchieri figurano il Cannonau di Sardegna 2024 di Antonella Corda, il Dule 2023 di Giuseppe Gabbas, il CNS Memorie di Vite 2022 di Quartomoro, Le Anfore di Elena Casadei 2024 di Olianas, il Nepente di Oliena 2023 dei Fratelli Puddu, il Vosté 2024 di Iolei, il Perda Rubia Riserva 2023, il Perdas Longas 2024 di Francesco Cadinu e il Tèrruas Riserva 2024 di Su’Entu.
Importante anche la presenza del Sud Sardegna. Tra i premiati ci sono il Carignano del Sulcis Bricco delle Piane Riserva 2023 della Cantina di Calasetta, il Nuragus di Cagliari Perlia 2024 di Pala, prodotto a Serdiana, e il Turriga 2022 di Argiolas, altra storica realtà di Serdiana. Nella lista compare inoltre il Cannonau di Antonella Corda, sempre a Serdiana, mentre Su’Entu rappresenta Sanluri.
Tra i Vermentino premiati compaiono invece Sciala 2025 di Surrau, Selenu X 2024 di Tenute Gregu, Sienda 2025 di Mura, Kari dì Pétra 2023 di Saraja e Tuvaoes 2025 di Cherchi. Il quadro restituito dal Gambero Rosso mette così insieme denominazioni e territori differenti, dalle vigne della Gallura a quelle del Campidano, passando per Barbagia e Sulcis.
I riconoscimenti non riguardano soltanto il vino. La Sardegna rafforza infatti la propria presenza anche nella selezione 2026 degli hotel della Guida Michelin. Tre strutture ottengono per la prima volta Una Chiave Michelin: il Romazzino in Costa Smeralda, il Petra Segreta Resort di San Pantaleo e Palazzo Boyl 1840 a Cagliari.

I nuovi ingressi si aggiungono alle due strutture sarde già premiate: il Cascioni Eco Retreat di Arzachena e Casa Clàt di Cagliari. Il totale sale così a cinque e il capoluogo sardo può contare ora su due hotel con Una Chiave Michelin, Palazzo Boyl 1840 e Casa Clàt.
Le Chiavi rappresentano per l’hôtellerie l’equivalente concettuale delle celebri Stelle assegnate dalla Michelin alla ristorazione. La valutazione prende in considerazione aspetti che vanno oltre il semplice livello dei servizi, considerando anche il carattere della struttura, il rapporto con il territorio, l’architettura e il design, la qualità dell’esperienza offerta e la capacità dell’hotel di rappresentare una destinazione.
Il doppio riconoscimento arrivato dalle guide nazionali restituisce così l’immagine di una Sardegna capace di affiancare alla forza delle sue produzioni vitivinicole una proposta ricettiva sempre più presente nei circuiti dell’ospitalità di alto livello. Un risultato che coinvolge anche Cagliari e il Sud Sardegna, con cantine, vini e strutture alberghiere inseriti tra le eccellenze selezionate per il 2026 e il 2027.
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