
Il tetto ai prezzi introdotto da Eni prova a frenare il caro carburanti, ma in Sardegna i primi effetti sulle medie regionali sono quasi impercettibili. L’Isola continua infatti a fare i conti con prezzi particolarmente elevati e con una rete Enilive meno capillare rispetto ad altre regioni italiane.
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del gasolio in Sardegna è sceso a 2,396 euro al litro, contro i 2,398 precedenti. Una variazione di appena due millesimi che, calcolata su un rifornimento da 50 litri, equivale a un risparmio di circa 10 centesimi.
La situazione cambia di poco per chi viaggia a benzina. La media regionale è passata da 2,168 a 2,165 euro al litro: tre millesimi in meno, pari a circa 15 centesimi risparmiati su un pieno da 50 litri.
Numeri che collocano la Sardegna in fondo alla graduatoria nazionale per gli effetti immediati della misura: ultima per la riduzione del diesel e penultima per quella della benzina, davanti soltanto alla Valle d’Aosta in quest’ultimo caso.
Il tetto introdotto da Eni stabilisce nei punti vendita Enilive un prezzo massimo di 2,19 euro al litro per il gasolio e di 1,99 euro per la benzina. La misura è partita il 28 settembre e resterà inizialmente in vigore per 30 giorni, con la possibilità di essere prorogata fino alla fine dell’anno sulla base dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.
A limitare gli effetti sulla media sarda è soprattutto la diffusione della rete interessata dall’iniziativa. Nell’Isola si contano 136 distributori Enilive, ai quali si aggiungono le stazioni IP che hanno aderito alla misura. Un numero che, almeno in questa prima fase, non sembra sufficiente a incidere in maniera significativa sui prezzi medi praticati sul territorio regionale.
L’Unione nazionale consumatori considera comunque positiva l’iniziativa, soprattutto per gli automobilisti che hanno la possibilità di rifornirsi nei distributori coinvolti. L’effetto più rilevante potrebbe arrivare però dalla concorrenza: prezzi più bassi in una parte della rete potrebbero spingere anche gli altri operatori a rivedere i propri listini.
Per gli automobilisti sardi, dunque, il vantaggio medio immediato resta nell’ordine di pochi centesimi. Saranno i prossimi giorni a mostrare se l’iniziativa riuscirà ad avere conseguenze più ampie sul mercato e a favorire una riduzione dei prezzi anche nei distributori non direttamente coinvolti.
@Redazione Sintony News