Riscaldamento 2026-2027, quando si accendono i termosifoni: date, orari e limiti di temperatura
Speaker: Massimo
Con l’arrivo dell’autunno torna il momento di accendere i termosifoni, ma in Italia non esiste una data valida per tutti. Il calendario della stagione 2026-2027 dipende dalla fascia climatica in cui si trova ciascun Comune, che stabilisce il periodo di utilizzo degli impianti e il numero massimo di ore giornaliere consentite.
Il territorio nazionale è suddiviso in sei zone, dalla A, che comprende le località più miti, alla F, riservata alle aree caratterizzate da inverni particolarmente rigidi. La classificazione viene definita su base comunale: anche all’interno della stessa provincia possono quindi essere applicate disposizioni differenti.
Quest’anno alcune amministrazioni hanno scelto di posticipare l’accensione, sia per le previsioni meteorologiche che indicano temperature ancora elevate, sia per la necessità di contenere i consumi energetici, anche alla luce dell’aumento dei prezzi del gas.
Tra i territori interessati figura l’Emilia-Romagna, che a settembre ha annunciato la sospensione del blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5. La Giunta regionale ha predisposto una serie di misure alternative e compensative, tra cui il rinvio dell’attivazione dei caloriferi. Una decisione analoga è stata adottata dal Comune di Monza, in Lombardia.

Dal 15 ottobre possono entrare in funzione gli impianti della zona E, che comprende Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Brescia, Bergamo, Trieste e Perugia. Il periodo ordinario termina il 15 aprile, con un massimo di 14 ore al giorno.
Per la fascia D, nella quale rientrano Roma, Firenze, Genova e Ancona, la data di riferimento è il 1° novembre. Il riscaldamento può rimanere acceso fino al 15 aprile, senza superare le 12 ore quotidiane.
Nei Comuni appartenenti alla zona C, tra cui Napoli, Bari e Lecce, l’avvio è fissato al 15 novembre, mentre lo spegnimento è previsto per il 31 marzo. In questo caso, il limite giornaliero è di 10 ore.
Nelle località dal clima più mite bisogna attendere il 1° dicembre. La zona B, che include Palermo, Catania, Messina e Reggio Calabria, consente l’utilizzo dei termosifoni per un massimo di otto ore al giorno, fino al 31 marzo.
Nella fascia A, alla quale appartengono Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle, l’accensione è prevista sempre dal 1° dicembre, ma il funzionamento non può superare le sei ore quotidiane e deve concludersi entro il 15 marzo.
Regole differenti valgono per la zona F, che comprende Belluno, Trento e numerosi centri montani. In questi territori non sono previste restrizioni relative al periodo dell’anno o alla durata giornaliera di utilizzo.

Nelle fasce climatiche dalla A alla E, il riscaldamento può funzionare ordinariamente tra le 5 del mattino e le 23, anche distribuendo le ore disponibili in più intervalli durante la giornata. Restano valide le deroghe previste per particolari edifici e tipologie di impianto.
Le scadenze nazionali possono comunque subire variazioni attraverso provvedimenti locali. In presenza di esigenze documentate, i sindaci possono emanare ordinanze per anticipare o rinviare l’avvio e lo spegnimento, modificare la durata quotidiana di funzionamento oppure ridurre la temperatura massima consentita.
Prima di attivare i caloriferi è quindi opportuno consultare eventuali comunicazioni pubblicate dal proprio Comune.

Oltre alle date e agli orari, la normativa stabilisce specifici valori massimi per la temperatura degli ambienti interni.
Nelle abitazioni e negli altri immobili a uso civile, il limite ordinario è fissato a 20 gradi, con una tolleranza di due gradi. Negli edifici destinati ad attività industriali, artigianali e assimilabili, invece, la soglia scende a 18 gradi, mantenendo lo stesso margine.
Queste disposizioni si applicano anche ai Comuni della zona F, pur in assenza di restrizioni sul calendario di accensione, fatte salve le deroghe espressamente previste dalla normativa.
@Redazione Sintony News







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