Povertà alimentare in Italia, 430mila minori costretti a rinunciare al cibo e alla socialità
Speaker: Debby
In Italia il calo delle nascite si accompagna a un’altra emergenza: il crescente peso del costo della vita sulle nuove generazioni. Le difficoltà economiche iniziano già nell’infanzia, con rinunce che riguardano l’alimentazione, lo studio e le occasioni di socialità.
Nel 2024, ultimo anno per il quale sono disponibili i dati, circa 430mila minori sotto i 16 anni, pari al 5,6% del totale, vivevano in famiglie impossibilitate a garantire alcune necessità quotidiane. Tra queste, il consumo giornaliero di frutta e verdura, un pasto a base di carne, pesce o alternative vegetariane e la possibilità di invitare occasionalmente gli amici a casa. Nel 2021 la stessa condizione interessava il 5,3% dei bambini e ragazzi, circa 419mila.
È quanto emerge da una nuova analisi di ActionAid sulla povertà alimentare in Italia, che esamina le difficoltà nell’acquisto di cibo, le forme più gravi di insicurezza e le spese delle famiglie.

Particolarmente critica è la situazione nella fascia tra i 6 e gli 11 anni. Dal 2021 al 2024, la percentuale di chi incontra ostacoli nell’accesso a un’alimentazione adeguata e alle occasioni di convivialità è salita dal 3,8% al 6,8%. Si tratta di circa 220mila bambini, quasi 90mila in più nell’arco di tre anni.
Le ristrettezze economiche comportano anche la rinuncia a libri extrascolastici, gite, attività ricreative e vestiti nuovi. A incidere sui bilanci familiari sono soprattutto i costi abitativi, che possono costringere a ridurre quantità e qualità degli alimenti acquistati oppure a ricorrere agli aiuti.
La condizione abitativa rappresenta un fattore determinante: tra i minori che vivono in case di proprietà senza mutuo, le privazioni alimentari o sociali riguardano il 3,6%, mentre la quota raggiunge il 12% tra chi abita in affitto, sia a prezzi di mercato sia a canone agevolato. Un’incidenza superiore di oltre tre volte.
Le conseguenze dell’impoverimento si estendono anche all’ingresso nella vita adulta. Tra le persone a rischio di povertà, la deprivazione alimentare coinvolge il 27,3% dei giovani tra i 25 e i 34 anni, una percentuale simile a quella registrata tra i 65 e i 74 anni, pari al 27,2%. Per gli ultrasettantacinquenni, invece, la continuità dei redditi pensionistici può rappresentare una relativa protezione.

Roberto Sensi, responsabile del programma povertà alimentare di ActionAid Italia, evidenzia la contraddizione tra il dibattito sul calo delle nascite e le crescenti difficoltà nel crescere i figli e raggiungere l’autonomia. Le rinunce iniziano durante l’infanzia, proseguono negli anni dello studio e arrivano alla ricerca di un lavoro e di un’abitazione. Il problema, sottolinea, non è contrapporre giovani e anziani, ma riconoscere che per le nuove generazioni la stabilità arriva sempre più tardi e richiede sacrifici maggiori.
L’indagine delinea un progressivo impoverimento che interessa l’intera popolazione italiana. Nel 2024 la povertà alimentare ha coinvolto il 12,7% dei residenti, contro l’11,8% del 2023, per un totale superiore a 6,4 milioni di persone.
Il Sud e le Isole restano le aree più colpite, con un’incidenza del 17,4%, ma l’aumento più significativo riguarda il Nord, dove la quota è passata dal 7,6% all’11,2% in un anno, coinvolgendo circa 884mila persone in più.

In Lombardia l’indicatore è salito dall’8,3% al 14,5%, interessando circa 1,25 milioni di abitanti, 535mila in più rispetto al 2023. In Veneto, invece, la percentuale è cresciuta dal 9,5% al 13,5%. La Calabria mantiene il primato negativo nazionale, raggiungendo il 35,7%, contro il precedente 31,7%.
Preoccupa anche l’aumento delle difficoltà tra gli occupati, passate dall’8,7% al 10,5%, e tra le famiglie non classificate a rischio di povertà.
Secondo Sensi, l’incremento dei prezzi di cibo, casa ed energia sta ampliando la platea delle persone vulnerabili, senza ridurre l’esposizione delle fasce più fragili. Per ActionAid è quindi necessario affiancare agli aiuti alimentari interventi strutturali capaci di contrastare il fenomeno e garantire il diritto a un’alimentazione adeguata.
@Redazione Sintony News







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