Papa Leone XIV, recupero regolare dopo l’intervento al polmone: si alza e celebra messa al Gemelli
Speaker: Massimo
Arrivano nuovi segnali incoraggianti dal Policlinico Gemelli di Roma sulle condizioni di Papa Leone XIV, operato martedì 13 ottobre per l’asportazione di un tumore al polmone destro. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso questa mattina, giovedì 15 ottobre, dalla Sala Stampa della Santa Sede attraverso il proprio canale Telegram, il Pontefice ha trascorso una notte tranquilla, si è alzato e ha fatto colazione.
Le notizie confermano l’andamento positivo del recupero postoperatorio, già evidenziato nella giornata di mercoledì 14 ottobre.
Il bollettino sanitario diffuso ieri pomeriggio aveva infatti comunicato che gli esami del sangue e la radiografia del torace, effettuati dopo l’intervento, avevano confermato un decorso postoperatorio regolare, con risultati conformi alle aspettative per il tipo di operazione eseguita.
Già nelle prime ore successive all’intervento, Leone XIV era riuscito ad alzarsi dal letto, camminare nella propria stanza e riprendere ad alimentarsi normalmente.
Il Papa ha inoltre iniziato le sedute di fisioterapia respiratoria, fondamentali per favorire il recupero della funzionalità polmonare.

Il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, ha riferito che il Pontefice è sereno e di buon umore e segue con attenzione le indicazioni dei sanitari, chiedendo aggiornamenti sulle proprie condizioni.
A occuparsi della sua salute sono il medico personale Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, responsabile dell’équipe di chirurgia toracica che ha eseguito l’operazione.
L’intervento, durato circa un’ora e mezza, ha comportato l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro per rimuovere un adenocarcinoma.
Al momento resta confermata la previsione di circa una settimana di ricovero, durante la quale i medici continueranno a monitorare i progressi della riabilitazione.
La messa al Gemelli e gli ambienti riservati al Pontefice
Uno dei momenti più significativi della prima giornata di recupero è stata la concelebrazione della messa.
Leone XIV ha partecipato alla funzione religiosa in una stanza appositamente predisposta al decimo piano del Policlinico Gemelli, dove si trova attualmente ricoverato.
La cappella tradizionalmente utilizzata dai Papi durante i precedenti ricoveri è interessata da lavori di ristrutturazione, così come l’appartamento riservato ai Pontefici.
Per questa ragione sono stati allestiti altri ambienti nello stesso piano dell’ospedale, ma in un’ala diversa rispetto a quella utilizzata in passato da Giovanni Paolo II e Francesco.

Attesa per gli esami istologici e per il viaggio in America Latina
Nonostante i segnali positivi, restano alcuni aspetti clinici ancora da chiarire.
I medici attendono i risultati definitivi degli accertamenti istologici, necessari per approfondire le caratteristiche della malattia e valutare l’eventuale necessità di ulteriori trattamenti.
Saranno questi esiti, insieme all’evoluzione del quadro clinico, a orientare le decisioni sui prossimi impegni del Pontefice.
L’attenzione si concentra soprattutto sul viaggio apostolico in America Latina, programmato dal 6 al 17 novembre, che dovrebbe comprendere Uruguay, Argentina e Perù, con quindici tappe previste.
Il calendario appare particolarmente impegnativo: circa 31mila chilometri tra voli aerei e trasferimenti in elicottero, ai quali si aggiungono gli spostamenti via terra.
Tra le destinazioni figura anche Cuzco, sulle Ande peruviane, a circa 3.400 metri di altitudine, oltre ad alcune località della foresta amazzonica.
Un itinerario che richiederebbe un notevole sforzo fisico, soprattutto a poche settimane da un’operazione chirurgica al polmone.
La Santa Sede non ha ancora annunciato modifiche ufficiali al programma. Matteo Bruni ha confermato il desiderio di Leone XIV di effettuare il viaggio, precisando tuttavia che ogni decisione dipenderà dall’evoluzione delle sue condizioni di salute.
Il Pontefice ha voluto tranquillizzare anche i propri familiari, facendo arrivare notizie attraverso i collaboratori più stretti.
Il fratello Louis Prevost, residente in Florida, ha raccontato di aver ricevuto un messaggio nel quale gli veniva comunicato che il Papa, dopo l’intervento, era sveglio, si sentiva bene e non accusava dolore.
Indicazioni rassicuranti sono arrivate anche dal segretario personale, monsignor Edgar Rimaycuna, che ha fornito notizie sulle condizioni del Pontefice ad alcuni esponenti della comunità cattolica peruviana.
Intanto, nonostante il ricovero, Leone XIV continua a seguire la vita della Chiesa.
In occasione della conclusione dell’incontro internazionale dedicato all’esortazione apostolica Amoris Laetitia, ha inviato un messaggio ai vescovi riuniti a Roma, ringraziandoli per il lavoro svolto e per le preghiere ricevute.
L’attenzione resta ora concentrata sui prossimi bollettini medici. L’aggiornamento del 15 ottobre conferma i segnali incoraggianti emersi nelle ultime ore, ma saranno i controlli successivi e i risultati degli accertamenti ancora in corso a chiarire i tempi effettivi del recupero e la possibilità di riprendere gli appuntamenti già programmati.
@Monica Magro







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