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11 Febbraio 2020

Selfie-mania e i dati preoccupano

93 milioni di selfie al giorno, oltre mille al secondo, per i narcisisti di oggi. Il cellulare oramai una protesi integrata di noi stessi.

I narcisisti sono sempre esistiti ma con la tecnologia galoppante e il boom dei social più nuovi è ancora più facile riconoscerli, basta guardare gli schermi, tra foto troppo ritoccate, nessun velo, ma soprattutto selfie, selfie e ancora selfie. Infatti, se prima lo sapeva solo lo specchio ora è noto a tutto il mondo il carisma e la tendenza narcisistica di ogni essere umano. Basta fare un giro su Instagram, perché quella dei selfie è diventata una vera e propria ossessione, una droga da cui non è così semplice disintossicarsi: sono 93 milioni di selfie al giorno – oltre mille al secondo, per i maniaci del ritratto e c’è davvero da preoccuparsi. Secondo gli studiosi e psicologi più accreditati la nuova mania legata alle foto - ritratto, da condividere, garantisce la presa di coscienza dell’individuo da ciò che gli altri vedono di lui. Cosa cambia rispetto alla macchina fotografica di un tempo? Con i selfie degli smartphone – dicono gli esperti – si consente un numero illimitato di scatti in ogni istante della vita: “Il cellulare è una vera e propria protesi integrata dei nostri corpi ormai così indispensabile che per molti di noi è difficile immaginare la propria esistenza in assenza di essa”, a dirlo, sottolinearlo e scriverlo in un libro: “Selfie – Sentirsi nello sguardo dell’altro” (Feltrinelli), che chiarisce diversi aspetti della dipendenza da smartphone Giovanni Stanghellini del Dipartimento di Scienze Psicologiche della Salute e del Territorio dell’Università di Chieti.

@Margherita Pusceddu