News

7 Febbraio 2020

Toscani lascia Benetton

La sua fama dovuta soprattutto alle campagne provocatorie e fuori dagli schemi. Dopo la frase sul crollo del ponte Morandi il fotografo stato licenziato da Benetton. Le sue forti campagne faranno comunque la storia.

Oliviero Toscani, conosciuto soprattutto per le campagne provocatorie che l’hanno incoronato uno degli artisti più conformisti e anarchici di sempre. “Shockvertising”, a questo è legato il suo nome di artista a 360 gradi, perché le sue opere di sicuro creano un forte impatto emotivo per i destinatari, che nel vederle rimangono colpiti da una profondità, che va oltre il semplice ritratto. Nota, la collaborazione di Toscani con Benetton, che sarebbe oramai volta al termine, tutto a causa di una frase dell’artista contro il crollo del ponte Morandi. Durante la diretta di “Un giorno da pecora” così avrebbe detto: “A chi importa se crolla un ponte?”, la frase sarebbe stata fatale e avrebbe causato la rottura di un accordo che durava da anni. Ovviamente Toscani si era scusato ma – niente da fare -. Nonostante l'episodio, che per Benetton lo vede fuori dai giochi, Toscani rimane un grande artista e diverse sono le sue campagne "ad impatto", che rimarranno nella storia. 

Nessuna data specifica sul bianco e nero di Toscani. Alla parità di genere l’artista poliedrico ha sempre puntato e non solo per le campagne di Benetton per cui ha ritratto insieme bianchi e neri donne e uomini - in diverse campagne - in un gioco unico di contrasto di colori. 

2018: ha fatto parlare la campagna per Benetton con le immagini Ansa di Orietta Scardino e di Kenny Karpov. Le foto di: uomini, donne e bambini migranti appena sbarcati con i giubbotti rossi e in fase di salvataggio nei mari de Mediterraneo. 

Ancora, la campagna dal 1988 al 2000, 2018 e ancora a inizio 2020. Tre cuori pulsanti con su scritto: white – black – yellow, contro ogni forma di discriminazione.

2009: Una banana con sopra la scritta "uomo" e sotto un'altra "bullo" per un fagiolo verde La campagna era contro il bullismo, finanziata dalla provincia di Bolzano e realizzata ad hoc' contro ogni forma di estremismo.

2007: ha fatto discutere la modella anoressica Isabelle Caro di soli 31 chili, ritratta per sensibilizzare tutti sulla patologia. La modella è poi morta alcuni anni dopo. La foto aveva fatto discutere molto ma soprattutto aveva posto il focus sulla patologia di tantissime donne, la modella è morta alcuni anni dopo.

Nel 1999 il fotografo aveva scelto una macchia di sangue come logo – l’immagine per Benetton – andava a favore del supporto ai rifugiati del Kosovo.

1992: scandalo, per aver ritratto un omicidio di mafia, tre donne di un paese siciliano davanti ad un corpo coperto da un telo bianco, in terra, del sangue.

Ancora scandalo per le immagini realizzati per Benetton con alcuni condannati a morte negli Usa, il fotografo fu accusato di non aver specificato che lo scopo dei ritratti era per fini pubblicitari.