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23 Gennaio 2020

10mila firme: no al cemento in riva al mare

La petizione spera di salvaguardare le coste ed sostenuta a livello isolano, europeo e internazionale.

Più di 10mila firme, raccolte sulla piattaforma Change, in favore della tutela delle coste sarde. Lanciata dagli ambientalisti, la petizione popolare è rivolta al Ministro per i beni e attività culturali e turismo Dario Franceschini, ai presidenti della Regione e del Consiglio regionale. L’adesione alla causa non è solo isolana, ma è diventata europea, internazionale. La speranza è il mantenimento della totale inedificabilità ad fino a 300 metri dal mare.

«Davanti a un'abissale crisi economico-sociale, alle drammatiche problematiche come quella dell'abbandono scolastico che sta portando sempre più l'Isola a un futuro ignorante da manodopera dequalificata, davanti a un dissesto idrogeologico foriero di mille calamità innaturali e a un contesto da terzo mondo nei trasporti − affermano gli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico (Grig) guidato dal presidente Stefano Deliperi − il mondo politico sardo è capace di dare una sola risposta, sempre la stessa da decenni: cemento sulle coste con la pretesa di favorire il turismo». La speculazione immobiliare lungo le coste lesiona la parte più pregiata del patrimonio ambientale e paesaggistico isolano. «Nessuno - afferma Deliperi - rimarrà inerte davanti all'ennesima follia contro l'ambiente e lo stesso avvenire dei sardi».

La petizione è stata accolta da numerose personalità del mondo della cultura e da tanti stranieri. Tra le adesioni nazionali quella dell'ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray, lo storico dell'arte Tomaso Montanari la giornalista scrittrice Ella Baffoni.

@Giulia Onano