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15 Gennaio 2020

Ottava Coppa Italia: Inter - Cagliari 4 - 1

Rossoblý assenti ingiustificati, ai quarti ci va l'Inter

Doveva essere la partita della svolta, quella da cui ripartire dopo le quattro sconfitte di fila in campionato, invece è stata una vera e propria débâcle. Il Cagliari si arrende all’Inter nell’ottavo di finale di Coppa Italia e lo fa in maniera incondizionata: un 4-1 senza storie, deciso dalle reti di Lukaku, doppietta per il belga, Borja Valero e Ranocchia. L’unico guizzo rossoblù a opera di Oliva, ma eravamo sul 3-0 e la qualificazione era già abbondantemente compromessa. 


La risposta che in tanti si aspettavano non è arrivata, anzi, si è fatto persino un passo indietro rispetto alle ultime gare, in cui la squadra aveva tenuto testa all’avversario quantomeno nel primo tempo. Ieri, infatti, i rossoblù hanno alzato bandiera bianca già dopo venti secondi dal fischio d’inizio, con Oliva che ha sbagliato incredibilmente un passaggio verso la difesa, innescando il più pericoloso degli avversari, Romelu Lukaku, al quale non è parso verso segnare l’1-0 così velocemente e così facilmente. Questa azione, se vogliamo, è lo specchio del momento rossoblù: squadra impacciata, disattenta, insicura. Era successo a Torino (allora era stato Klavan a passarla a CR7), è ricapitato a San Siro contro una delle squadre più forti e in forma della Serie A. 


Può sembrare strano, ma la partita è finita nemmeno trenta secondi dopo essere cominciata. Ci sarebbe stato tutto il tempo per recuperare, ma questo Cagliari, in questo momento, non è capace di simili imprese. Lo abbiamo pensato tutti, anche se speravamo di sbagliarci. L’Inter, invece, sulle ali dell’entusiasmo ha trovato il raddoppio con Borja Valero e nella ripresa ha piazzato il tris con un colpo di testa di un devastante Lukaku, su assist dell’ex Barella.


Subito dopo quel gol e prima del quarto di Ranocchia, giunto a dieci minuti dalla fine, si sono intravisti sprazzi di Cagliari. Una flebile reazione, che ha portato al palo di Nainggolan e al gol della bandiera di Oliva (gran gol tra l’altro: assist di tacco di Cerri in area per l’uruguaiano che scarica un collo destro all’incrocio), ma che è veramente poco per una squadra che ormai è in crisi d’identità.


È chiaro, a questo punto, che il problema del Cagliari è essenzialmente mentale. Il gruppo è lo stesso della serie positiva di qualche mese fa, ma nella testa qualcosa è cambiato. Serve al più presto un episodio positivo, una scossa, una scintilla che faccia ripartire gli ingranaggi bloccati. Ci aspettiamo che questo traino arrivi dai giocatori più esperti e di maggiore qualità, Nainggolan e Joao Pedro in primis, e che si possa vedere qualcosa di buono già domenica a Brescia, nella tana dell’ex presidente Cellino. 

 

@Francesco Cucinotta