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14 Gennaio 2020

Carnevale sardo 2020

Il carnevale sardo alle porte ci si prepara al rito pagano tanto amato dalla tradizione isolana. Dal capoluogo fino all'entroterra c' tanto da vedere e scoprire

Arriva il Carnevale, una festa tanto sentita soprattutto nelle terre che vantano una forte tradizione come la Sardegna. Tradizione non cattolica perché la festa è pagana ma come tale il folklore isolano ha tanto da offrire e dai paesi dell’entroterra fino al capoluogo cominciano le organizzazioni per il carnevale sardo 2020. In Sardegna tutto inizia giovedì 16 gennaio, manca poco per la festa dei Fuochi di Sant’Antonio Abate, poi tutti gli appuntamenti festivi si concluderanno il Mercoledì delle Ceneri (mercoledì 26 febbraio). Le date più entusiasmanti del Carnevale nostrano si concentrano tra il giovedì – 20 febbraio - e il Martedì Grasso – 25 febbraio – a Orotelli la ‘festa grande’ sarà in conclusione il primo marzo. La festa conserva ciò che c’è di tipico nell'ottica della tradizione pagana ancora tanto sentita. Infatti, uno dei personaggi più noti ci porta indietro nel tempo. La tradizione del nord vuole che il personaggio focale sia rappresentato da un Re – Re Giorgio di Tempio Pausania, oppure in altri posti nelle piazze verrà infuocato un fantoccio di pezza condannato al rogo e pianto con un ridicolo pianto funebre (Cancioffali nel cagliaritano). Ma il carnevale sardo più caratteristico e rappresentativo, che coinvolge sempre più turisti, perchè curioso, affascinante, macabro e unico è quello delle maschere mute, da Mamoiada (Mamuthones accompagnati dagli Issohadores) a Ottana (Boes e Merdules). La sera del 16 Gennaio è quella che dà il via ai festeggiamenti. Il momento è dapprima solenne, con una cerimonia religiosa che finisce nel momento in cui il falò viene benedetto dal sacerdote. Dopodiché si scatenano le maschere del Carnevale di Ottana, che danzano convulsamente intorno al fuoco.  e Orotelli ci sono le sfilate dei poi Boes e Merdules. Nell’Oristanese sono le manifestazioni equestri, dalla Sartiglia di Oristano a Sa carrela ‘ e nanti di Santulussurgiu. Ma ad essere tanto apprezzato non è solo il tradizionale spettacolo delle maschere e dei personaggi che le indossano con balli e canti ancestrali, anche la gastronomia fa da padrona per il carnevale sardo. Nei paesi citati, per le strade spesso le case sono aperte, si mangiano le tipiche fave con lardo, zeppole e dolci della tradizione durante le passeggiate in mezzo alle strade. Ecco le primissime date del carnevale isolano più tipico: 

  1. Fuochi Sant’Antonio Abate 2020 a Ottana – 16 gennaio 2020 (con sa prima essia di “Boes e Merdules“)
  2. Fuochi di Sant’Antonio Abate 2020 a Mamoiada – 16 e 17 gennaio 2020 (con sa prima essia di “Mamuthones e Issohadores“)
  3. Fuochi di Sant’Antonio Abate 2020 a Sorgono – 16, 17 e 18 gennaio 2020 (con “Sa Tuvera“, la prima uscita di  “Is Arestes e s’Urtzu Pretistu“ e l’uscita di 12 gruppi in maschera) 
  4. Falò di Sant’ Antonio e San Sebastiano 2020 a Samugheo – 16 e 19 gennaio 2020 (con la prima uscita dei “Mamutzones“) 
  5. Le Invasioni Barbariche 2020 a Oliena – 18 gennaio 2020 (con le “maschere più famose del carnevale barbaricino“)
  6. Fuochi di Sant’Antonio Abate 2020 a Sadali – 18 gennaio 2020 (con “Dae Fogu in fogu” e la prima uscita de “S’Urtzu e su Pimpirimponi”)
  7. Fuochi di Sant’Antonio 2020 a Seui – 18 gennaio 2020

 

@Margherita Pusceddu