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9 Dicembre 2019

Sassuolo - Cagliari 2 - 2

Dopo Cerri, Ragatzu l'eroe che non ti aspetti.

Un tempo, tanti anni fa, chi faceva tredici era baciato dalla fortuna e si portava a casa un bel gruzzoletto. Oggi questa espressione ha perso quel significato e, anzi, nemmeno si usa più. La rispolveriamo oggi, dopo il 2-2 del Cagliari sul campo del Sassuolo, perché nel suo piccolo i rossoblù hanno “fatto tredici”: tante infatti sono le volte consecutive in cui la squadra è uscita dal campo da imbattuta. Una striscia meravigliosa che ha come effetto quel quarto posto in classifica, in coabitazione con la Roma, che risuona ancora di Champions.

Non si è vinto, è vero, ma il Cagliari ha sfoderato un'altra rimonta pazzesca, dopo quella di una settimana fa contro la Samp: dal 2-0 all'intervallo, al 2-2 a fine gara. Roba da matti, se si considera che quello di ieri non è stato certo il miglior Cagliari della stagione. Eppure, questa squadra ha mille vite, non molla mai e dimostra di avere un cuore grande grande, regalando ai tifosi emozioni infinite, come quelle scaturite dopo il pareggio messo a segno da Daniele Ragatzu, forse il protagonista meno atteso ma di certo uno dei più rappresentativi. Un sardo che dà l'anima per la maglia del Cagliari, i tifosi possono chiedere di più? Onestamente no.

Eppure, dicevamo, questa squadra ci ha abituato a ben altre prestazioni. Nel primo tempo del Mapei Stadium abbiamo visto forse la versione peggiore del Cagliari 2019/20: errori di impostazione, attaccanti isolati e poco incisivi, spazi enormi per le scorribande dei giocatori avversari. L'1-0 di Berardi dopo una manciata di minuti dal fischio d'inizio è la dimostrazione di tutto ciò: rossoblù incredibilmente sorpresi in contropiede, incapaci di interrompere la ripartenza neroverde, anche a costo di spendere un cartellino giallo, e gara in salita da subito. Si vedeva che il Sassuolo riusciva meglio a far circolare la palla e sulla corsia presidiata da Pellegrini si soffriva parecchio. Non a caso, proprio da quelle parti nasceva il raddoppio emiliano: Toljan se ne va sulla fascia, mette in mezzo per Djuricic che arriva puntuale all'appuntamento per spedire il pallone all'incrocio. E i rossoblù? Una sola occasione, confezionata da Rog. Decisamente poco.

Maran all'intervallo va un po' contro il suo credo, effettuando subito due cambi: fuori Pellegrini e Simeone, impalpabili, dentro Lykogiannis e Cerri. Effettivamente, il Cagliari entra nella ripresa con ben altro piglio, accorciando le distanze in avvio col solito Joao Pedro (pallonetto di testa al portiere in uscita e decimo centro in campionato). A quel punto, è evidente che tutto può succedere, anche perché il Sassuolo non rinuncia a giocare. Anzi, intorno all'ora di gioco ha l'occasione per chiuderla: sul cross di Toljan, Lykogiannis interviene maldestramente un po' di braccio e un po' di ascella. Per Pairetto non ci sono dubbi, si va dagli undici metri, ma per fortuna Berardi calcia in pieno sulla traversa e sul rimpallo il Cagliari si salva per il rotto della cuffia. A quel punto si può continuare a credere nella rimonta, Maran getta nella mischia Ragatzu per gli ultimi infuocati minuti e l'attaccante quartese al novantesimo piazza la stoccata del 2-2, riscattando anni di sofferenza tra infortuni e un lungo girovagare tra Serie B e C.

Salvata la pellaccia, ora la squadra ha una settimana per ricaricare le pile. Lunedì 14 dicembre alla Sardegna Arena arriverà la Lazio di Ciro Immobile, fresca di impresa contro la Juve e lanciata verso le zone altissime della classifica. Ma questo Cagliari non ha paura di nessuno e, anche se mancherà Rog (era diffidato ed è stato ammonito), sarà una battaglia senza esclusione di colpi.

 

@Francesco Cucinotta