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9 Dicembre 2019

Android 11, il portadocumenti virtuale

La speciale API supportata dai nuovi chip Snapdragon 865 e Snapdragon 765, di recente annunciati da Google.

La tecnologia è caratterizzata dall'insieme di tutte quegli elementi che la scienza permette alle persone di fare e creare: nuove auto, nuove tecniche chirurgiche, nuovi computer, nuovi robot, nuovi gestionali, nuovi elettrodomestici, nuovi dispositivi. Dal momento che la scienza è in continua evoluzione, lo è anche la tecnologia. Più gli scienziati acquisiscono, più ci aiutano ad utilizzare con emozione la tecnologia.

Se API in informatica è semplicemente l’acronimo di Application Programming Interface, nel mondo Business significa molto di più perché rappresenta un costituente ingegnoso della digital transformation. Questo aspetto prettamente legato alla programmazione software, infatti, permette di semplificare il dialogo tra un’applicazione e un’altra evitando ridondanze e inutili.

Il significato di Api è agevolare la condizione di dialogo tra un’applicazione e un’altra evitando eccessie inutili ripetizioni di codice.

Android 11,se accetta darà la possibilità di aggiungere in formato digitale il proprio documento d'identità:  carta d'identità o patente in tal modo venga accettato laddove possibile e previsto dalla normativa vigente. La speciale API è supportata dai nuovi chip Snapdragon 865 e Snapdragon 765, di recente annunciati da Google.

Non è ancora reso noto come avverrà il controllo dei documenti, probabilmente attraverso mezzi di accertamento. Probabilmente il metodo sarà simile o equipollente a quello che oggi si attua per le carte di credito e debito: appariranno nel wallet personale e saranno accessibili attraverso qualche forma di autenticazione.

Si tratterà, quindi, di un vero e proprio portadocumenti digitale, in modo tale da non correre più il rischio di dimenticarli a casa o abbandonarli per dimenticanza in qualche luogo. Un progresso geniale ma con delle sfumature delicate. La paura che i documenti virtualizzati siano a rischio di contraffazione è giustificato dal fatto che non si conosce in modo approfondito la tecnologia che verrà fruita. Sarà compito del framework impiegato da google escludere ogni sospetto.

A voi attrae l'idea, oppure desta preoccupazione scegliere di aderire all’iniziativa in tal modo da preservare i vostri dati personali? 

@Mariazzurra Lai