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30 Novembre 2019

Sindrome di Wonderlust: il desiderio di viaggiare

Potresti essere anche tu un " Wonderluster"

La voglia di viaggiare è un sentimento che accomuna molti: chi di noi, con l'avvicinarsi del periodo natalizio, non ha pensato di trascorrere qualche giorno invernale in uno scenario caraibico da sogno, sotto il tepore del sole e un cocktail in mano, oppure trascorrere l'ultimo giorno dell'anno in una capitale europea?

Ma se il desiderio di viaggiare è una vera e propria necessità, quando non si può fare a meno di scoprire il mondo e quando stare fermi è una sofferenza, potreste essere affetti dalla cosiddetta Sindrome di Wonderlust.

 

Una ricerca pubblicata nel 1999 sulla rivista Evolution and Human Behaviour, ha mostrato come questa incontrollabile voglia di viaggiare possa essere scritta nel DNA; appare infatti associarsi ad una variante del gene per il recettore della dopamina D4 (DRD4).

 

Tra i sintomi, l'ossessione per i viaggi, la costante necessità di scovare nuove offerte da prenotare e il pensiero nostalgico alle avventure passate.

 

Wonderlust, dal tedesco desiderio di viaggiare, di girovagare, è un termine che ci fa sognare, ottimo, anche, come nuova idea per un tatuaggio, da portare sempre con noi: un'espressione che racchiude spirito d'avventura, necessità di scoprire posti nuovi, nuove culture, nuove persone, con il sorriso stampato sul volto e la mente aperta.

C'è però chi si chiede perché l'amarezza che ci spesso ci portiamo dentro, non viene cancellata dal viaggiare lontano. Per rispondere a ciò, non si può fare altro che citare Seneca: chiedi perché tu non trovi sollievo nella fuga? Perché tu fuggi sempre in compagnia di te stesso (Seneca, Lettere a Lucilio).

Eccellente punto di riflessione, ma noi amanti dei viaggi, nel dubbio, teniamo lo sguardo verso il cielo, lo zaino sempre in spalla e il cellulare in mano, alla ricerca del prossimo volo low-cost da prenotare.

@Mariazzurra Lai