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22 Novembre 2019

Cellulare a lezione? Avrai voti più bassi

Chi ha accesso agli smartphone durante le lezioni all’università ottiene risultati peggiori agli esami

Un’indagine tra i banchi delle università pubblicata su Educational Psychology ha dimostrato che gli studenti che usano i cellulari e i tablet durante l’ora di lezione ottengono risultati peggiori agli esami. Ma non è tutto. L’influenza negativa si estende a tutta la classe. Gli effetti della divisione dell’attenzione tra un device e l’insegnante non sono immediati ma si vedono sul lungo termine.

La ricerca è stata condotta dalla Rutgers University (Stati Uniti) direttamente nelle aule dell'ateneo. Nell’esperimento sono stati coinvolti 118 studenti di psicologia cognitiva. La metà di essi non ha avuto accesso allo smartphone per tutte le lezioni del trimestre scelto, mentre l'altra metà ha potuto utilizzarlo durante le lezioni, specificando in un questionario se l’avesse utilizzato per scopi accademici o personali.

Durante la lezione gli studenti sono stati sottoposti a dei test di comprensione. I risultati immediati sono stati positivi, un po’ meno quelli ottenuti negli esami finali. I voti degli utilizzatori sugli esami di fine trimestre, infatti, sono stati inferiori del 5% rispetto a quelli di chi non era “colpevole” di aver usato lo smartphone. Complessivamente, però, l’uso dei cellulari ha avuto un impatto negativo su tutta la classe: probabilmente distratti, gli utilizzatori “indiretti” hanno ottenuto performance non eccellenti.

La ricerca dimostra per la prima volta che gli effetti dell'attenzione distribuita (divided attention) tra cellulare e spiegazione dell’insegnante non si manifestano sulla comprensione immediata, ma sull’efficacia della memoria a lungo termine. Ultimamente la tua memoria fa cilecca e i tuoi voti non sono quelli che speravi? Prova a smettere di usare lo smartphone a lezione. Tentar non nuoce.

@Alba Marini