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18 Novembre 2019

Per la scienza Obladioblada la canzone perfetta

I ricercatori del Max Planck Institute in Germania, hanno dichiarato che dei Beatles la canzone perfetta

È morto all’età di 81 anni  il 16 novembre  il principale fotografo delle star inglesi del Novecento, Terry O’Neill.

Rimangono celebri i suoi ritratti dei Beatles, dei Rolling Stones, di David Bowie, ma anche di Brigitte Bardot e Sean Connery per citarne alcuni.nDel suo lavoro degli ultimi anni si ricordano i ritratti di Amy Winehouse, Nicole Kidman, Nelson Mandela e della Regina Elisabetta II.

Celebre il suo scatto dei Beatles, mentre registrano negli studi di Abbey Road.  Ed è proprio dei Beatles, il brano perfetto! Si tratta del brano scritto nbel 1968  dagli "scarafaggi" -  ''Ob-La-Di, Ob-La-Da''.

Il brano è stato dichiarato la canzone perfetta dai ricercatori del Max Planck Institute, in Germania.

Ob la di, ob-la-da, life goes on, bra. La-la, how the life goes on, cantavano i Beatles nel 1968. Sono passati più di 50 anni, eppure questa canzone piace ancora. È stata eletta la canzone peggiore del gruppo, eppure il brano risulta “irresistibilmente godibile”. Come mai? Ce lo spiega la scienza.

Su Current Biology, rivista che fa capo al prestigioso Cell, un gruppo di studiosi del cervello ha pubblicato un articolo che fornisce una parziale risposta alla domanda “che musica ci piace e perché”.

Lo studio è stato effettuato utilizzando 745 hit negli USA tra il 1958 e il 1991, come Ob la di, ob-la-da e Red, Red wine degli UB40's. Gli studiosi del Max Planck Institute e dell'Università di Bergen hanno analizzato le risposte di “80 cervelli” alla musica, estraendo le successioni degli accordi, evitando melodia e ritmo, in modo da escludere familiarità della canzone.

Secondo i dati, gli umani possano provare piacere da un brano musicale in base a come i suoni sono ordinati nella loro successione. "Canzoni che troviamo piacevoli sono in gran parte l'insieme di un buon connubio tra ciò che ci aspettiamo accada nella battuta seguente e la sorpresa per qualcosa che ci sorprende", ha dichiarato Vincent Cheung del Max Planck Institute, autore della ricerca.

Per portare avanti lo studio sono state usate moderne tecniche di imaging cerebrale, come la Risonanza magnetica funzionale. Ad essere correlate all’esperienza del piacere musicale sarebbero tre aree del cervello: l’amigdala, l’ippocampo e la corteccia uditiva, coinvolte - d’altronde - anche nei processi delle emozioni, dell'apprendimento, della memoria e nell'elaborazione dei suoni.

La musica serve all'uomo per esprimere ed evocare emozioni e, dunque, "manipolare le aspettative degli ascoltatori è il meccanismo chiave attraverso cui la musica suscita piacere". Di conseguenza, è probabile che anche nelle altre forme artistiche, dalla danza alla cinematografia, il gioco delle aspettative giochi un ruolo chiave nella godibilità di ciò che si sta guardando e ascoltando.

''Ob-La-Di, Ob-La-Da'' è dunque per la ricerca la canzone più vicina alla perfezione, seguita da ''Invisible Touch'' dei Genesis

@Alba Marini