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28 Ottobre 2019

Papa disperato: fallimento vicino?

Troppi scandali etici e finanziari: secondo Nuzzi l'anno 2023 sarÓ quello del fallimento finanziario.

Soldi, scandali, corruzione: tira una brutta aria in Vaticano. Addirittura, il 2023 potrebbe essere l’anno del suo fallimento finanziario: lo racconta anche il giornalista Gianluigi Nuzzi nel suo nuovo libro (contenente dossier e carte riservate) intitolato Giudizio universale presentato la scorsa settimana.

Il Papa, dopo il blitz – all’inizio di ottobre − con le perquisizioni e i sequestri di computer e documenti riservati per sospette operazioni finanziarie milionarie irregolari effettuate da alcuni uffici della Segreteria di Stato e dell'Aif (Autorità di Informazione finanziaria), ha ordinato un'indagine severissima. Per ora 5 dirigenti sono stati sospesi dai loro incarichi. Francesco attende impaziente e preoccupato l'esito definitivo dell'inchiesta da parte della squadra guidata dal Promotore di Giustizia Gian Piero Milano.

Il Vaticano sembra essere arrivato all'orlo del precipizio: già a maggio Bergoglio riceve i dati di bilancio dell'Apsa − la banca centrale della Santa Sede – e scopre che l'esercizio 2018 è in negativo. Il motivo? Una gestione senza regole del gigantesco patrimonio immobiliare della Santa Sede che ammonta – badate bene − a mezzo milione di metri quadrati del valore di 2,7 miliardi di euro. Le morosità ammontano però a 2,7 milioni. Ecco perché le entrate crollano, mentre le spese sono in continua crescita.

Ma non basta: ora c’è un altro immobile che potrebbe rappresentare un problema per Papa Francesco. A quanto sembra, nel 2015 il cardinale Versaldi, allora presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, avrebbe proposto all'amico Domenico Calcagno, allora presidente dell’Apsa, l'acquisto di un grande immobile ubicato al centro di Londra che si sarebbe concluso per 96 milioni di euro.

Bergoglio, alle prese con il Sinodo in Amazzonia cominciato lo scorso 6 ottobre − nel quale si sono discussi temi importanti quali il celibato sacerdotale − non ha intenzione di cedere e vuole restituire trasparenza alla Chiesa: «Grazie a Dio è il Vaticano stesso che ha fatto la denuncia. Questo vuol dire che i meccanismi funzionano. Non faremo sconti a nessuno».

@Giulia Onano