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23 Ottobre 2019

Donare il sangue: America vs Italia

L'oro rosso italiano non gradito

Sapevi che in Italia servono circa 8000 unità di sangue ogni giorno? Donare il sangue è un gesto talmente importante al punto che all’estero i donatori vengono pagati per ogni prelievo di sangue sia per incoraggiare la raccolta delle sacche sia per non lasciare mai a secco le riserve. Invece in Italia il “rimborso” non è previsto, oltre a essere vietato per legge; donare il sangue è solo frutto di grande altruismo verso il prossimo.

Il meccanismo della raccolta è lungo e costoso: una trasfusione costa circa 400 euro: 180 euro per produrre un'unità di globuli rossi e per acquistare la sacca per la raccolta, (che da sola vale circa 20 euro), poco più di 200 euro per sostenere le spese relative a medici, infermieri e materiale necessario al prelievo, dalle garze sterili alle siringhe. Ciò significa che in un anno investiamo oltre un miliardo di euro per gestire le entrate e le uscite dalla banca delle sacche.

In America, però, gli italiani non possono donare il sangue proprio per la loro provenienza. Il divieto non riguarda soltanto gli italiani, ma tutti gli Stati Europei che decine di anni fa furono colpiti dal morbo della mucca pazza. L’impedimento, ovviamente, sorprende dal momento che non vengono fatti alcuni test pre-clinici per accertare che la persona sia venuta a contatto con il virus. Sembra un vero e proprio atto di discriminazione senza fondamenti.

Che il sangue degli americani sia migliore di quello italiano? Forse il “migliore” è soltanto chi dona, a prescindere dalla provenienza.

@Giulia Onano