News

2 Ottobre 2019

Parcheggio? E' solo matematica

A dimostrarlo un recente studio di due fisici Paul Krapvisky, della Boston University, e Sidney Redner, del Santa Fe Institute.

Trovare il parcheggio perfetto è un’arte e la domanda è sempre la stessa quando le ricerche si sono protratte troppo a lungo rispetto ai tempi comandati. Parcheggiare in un posteggio stretto e rischio di rovinare la propria auto o la macchina altrui oppure aspettare per qualche giro in più? Ognuno fa la sua scelta ma in tanti non sanno che trovare il parcheggio giusto è solo questione di matematica. A dimostrarlo un recente studio di due fisici Paul Krapvisky, della Boston University, e Sidney Redner, del Santa Fe Institute.

In che cosa consiste questa ricerca: sono state studiate tre categorie di "parcheggiatori" così le loro strategie per ridurre il tutto ad un calcolo matematico. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of statistical mechanic. Chi prende il primo spazio disponibile segue la cosiddetta strategia 'remissiva', senza perdere tempo a cercare un posto, lasciando liberi quelli vicino all'ingresso. Chi scommette di trovare posto proprio vicino all'entrata è invece 'ottimista': guida fino all'ingresso e poi torna indietro fino al posto libero più vicino. I 'prudenti' invece fanno una via di mezzo: guidano oltre il primo spazio disponibile, scommettendo sulla disponibilità di almeno un altro parcheggio più in là.

Studiando al computer queste strategie, i ricercatori hanno visto che quella 'mite' rispecchia una dinamica vista nei microscopici tubi che fanno da impalcatura alle cellule viventi. Per trovare un modello alla strategia ottimista invece, i ricercatori hanno scritto un'equazione differenziale, trovando così una scorciatoia logica che semplifica molto il numero di spazi da considerare. "La strategia 'prudente' è 'complicata' dati i molti spazi in gioco". Con una simulazione hanno calcolato la densità media di parcheggi e la quantità di marce indietro richieste. Ma qual è la migliore delle tre? Quella prudente: necessita il minor impiego di tempo, seguita da quella ottimista. Quella remissiva è inefficiente, visto che lascia vuoti molti spazi.