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16 Settembre 2019

Sit In di solidarietÓ per il maestro Andrea Scano

Scano Ŕ stato recentemente sospeso per altri undici giorni: si era rifiutato di utilizzare il registro elettronico. Con lui tutti gli insegnanti.

In piazza Galilei a Cagliari è in corso il Sit in di solidarietà con il maestro elementare Andrea Scano, di recente ingiustamente sospeso dall’insegnamento per ulteriori 11 giorni dall’amministrazione scolastica con relativa trattenuta dello stipendio. Il suo diritto, che con l’appoggio degli altri insegnanti vuole ribadire, è quello di svolgere il proprio dovere nel rispetto delle leggi e della privacy degli alunni. “Noi siamo qui, non contro il registro elettronico, ma contro chi vuole far si che le nuove tecnologie siano imperanti e comandino su tutto” dice Nicola Giua segretario regionale Cobas scuola Sardegna e specifica qual è l’appello che gli insegnanti vogliono lanciare con l’incontro di oggi: “Nella scuola si deve avere delicatezza nell’introduzione delle nuove tecnologie, il registro elettronico è uno di questi - bisogna fare distinzione - c’è una differenza molto grande tra la materna (la scuola dell’infanzia), le elementari, le medie e le superiori. L’introduzione “selvaggia” il  in molte situazioni allontana anche il mondo genitoriale dal contatto con gli insegnanti” sottolinea il segretario Cobas e specifica che “non è l’unica contrarietà. Ci sono problemi di ordine normativo e di tutela. In molti non sono d’accordo perché c’è una violazione di dati degli alunni”.

 

Da tanti anni  Cobas contestava questa problematica «non in tutte le scuole si utilizza il registro elettronico» sostiene Giua.  Ma c’è una legge?. Si, c’è una legge dal 2012 ma prima di essere operativa doveva avere un piano di dematerializzazione a cura del Ministero dell’istruzione  entro 60 giorni poi il parere del Garante della privacy  «Sono passati sette anni e il piano non è ancora concluso», chiude  il segretario regionale. Il maestro Andrea Scano ha dovuto subire, oltre che numerose “pressioni”, un rimprovero scritto e in seguito tre giorni di sospensione dall’insegnamento da parte della dirigente scolastica.

Il maestro elementare da un anno chiede legittimamente di poter utilizzare il registro cartaceo per le normali operazioni scolastiche “Parliamo di dati sensibili o non sensibili di milioni di bambini e ragazzi italiani, che vengono raccolti. Su questo tipo di procedimento non c’è stato un parere positivo del Garante della privacy” dice l’insegnante Andrea Scano. Ma il messaggio che gli insegnanti vogliono dare è, prima di tutto, un messaggio di solidarietà nei confronti dell’unico docente che si è realmente esposto. “Credo che ci sia anche un richiamo di civiltà. Ho deciso di mettere davanti a tutto la questione della privacy dei miei alunni - i problemi non sono solo questi - c’è un pericolo di meccanizzazione dei rapporti. I genitori potrebbero estraniarsi totalmente dai rapporti con gli insegnanti e con la scuola” conclude Scano. Se si deve passare al registro elettronico ci deve essere ‘buon senso’ ma soprattutto una legge perfetta. 

 

@Margherita Pusceddu