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27 Aprile 2019

28 Aprile: La Festa del Popolo Sardo

Sa die de sa Sardigna la festa del Popolo Sardo

Sa die de sa Sardigna, è la festa del Popolo Sardo che ricorda l’insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con la quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste dell’isola titolare del Regno di Sardegna.

I Sardi chiedevano che venisse loro riservata una parte degli impieghi civili e militari e una maggiore autonomia rispetto alle decisioni della classe dirigente locale.

Il governo piemontese rifiutò di accogliere qualsiasi richiesta, perciò la borghesia cittadina con l’aiuto del resto della popolazione scatenò il moto insurrezionale.

Nel 1793 una flotta francese aveva tentato di impadronirsi dell’Isola, sbarcando a Carloforte e insistendo successivamente anche a Cagliari.

I Sardi però opposero resistenza con ogni mezzo, in difesa della loro terra e dei Piemontesi che dominavano allora in Sardegna.

I piemontesi non erano granché rispettosi della dignità dei sardi, a tal punto che li definivano, senza tortuosi giri di parole, “molenti” (asini). Gli storici riportano una poco poetica quartina in voga presso i funzionari che circondavano il viceré: «Tirilì, tirilì, crepino i sardi/ noi piemontesi restiamo qui/ tirilà, tirilà, crepino i sardi/ noi piemontesi restiamo qua».

I popolani di Cagliari non operarono alcuna rapina sui cospicui vettovagliamenti che i piemontesi caricarono nelle stive (gli storici riferiscono che il macellaio Francesco Leccis convinse la folla in agitazione a non saccheggiare i bauli dei piemontesi con queste parole: «Lasciateli andare, che i sardi benché poveri non han bisogno della M… dei Piemontesi!»).

Tutti sanno del metodo usato dai cagliaritani per distinguere i piemontesi: in caso di dubbio li si interrogava e risultavano naturalmente quelli non in grado di pronunciare correttamente la parola cìxiri (ceci).