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31 Ottobre 2018

Maltempo agricoltura in ginocchio

L'agricoltura in ginocchio in Sardegna si contano i danni

Raffiche di vento, nubifragi, esondazioni, trombe d’aria e grandinate hanno colpito pesantemente l’agricoltura con danni che superano i 150 milioni di euro tra ulivi secolari sradicati, coltivazioni distrutte, semine perdute, campi allagati, muri crollati, serre distrutte, stalle ed edifici rurali scoperchiati, ma anche problemi alla viabilità provocati da frane e smottamenti.

E’ quanto emerge dal primo bilancio sugli effetti della violenta ondata di maltempo stilato dalla Coldiretti che chiede nei territori colpiti di attivare subito la procedura per la verifica dei danni e la richiesta dello stato di calamità.

Il maltempo ha colpito le campagne lungo tutta la Penisola dalla Sardegna alla Puglia, dalla Liguria al Veneto, dalla Toscana alla Lombardia, dal Friuli alla Calabria alla Sicilia, dal Lazio all’Emilia, dal Piemonte alla Campania, dopo un autunno asciutto in cui a settembre sono cadute addirittura il 61% in meno di precipitazioni rispetto alla media storica, con i terreni secchi che hanno amplificato il rischio idrogeologico.

L’andamento anomalo di quest’anno conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo. La tendenza alla tropicalizzazione si abbatte su un territorio reso più fragile dall’abbandono forzato dell’attività agricola in molte aree interne, con la presenza in Italia di 7.275 comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, il 91,3% del totale, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.

La Sardegna è stata colpita da una tempesta di ghiaccio e vento con l’Oristanese, il Marghine e Alghero che sono le zone maggiormente colpite, con problemi anche nel Sulcis. La grandine ha raso al suolo le campagne della Riviera del Corallo danneggiando ortaggi e olive in piena raccolta, ma gravi danni si registrano su serre e strutture. Una tromba d’aria con grandine si è abbattuta nel Marghine, in particolare nella striscia Sindia, Macomer, Bortigali, alto oristanese e Sinis ma anche nel Sulcis, ed in particolare nei Comuni di Narcao e Masainas con alberi secolari sradicati, stalle scoperchiate, grossi fori nelle coperture, mezzi danneggiati. La pioggia sta rovinando anche le provviste di fieno per l’inverno.

Serre scoperchiate, coltivazioni compromesse, campi allagati, animali morti.


SASSARESE.  la grandine, grossa come delle pietre, ha raso al suolo le campagne della Riviera del Corallo. Le colture di stagione in pieno campo sono state abbattute dalla violenza delle precipitazioni, così come sono stati danneggiati gli olivi in piena raccolta delle olive. Tanti danni si registrano anche su serre e strutture. 

MARGHINE. Un ciclone   si è abbattuto anche nel Marghine, in particolare nella striscia tra Sindia, Macomer, Bortigali e Borore. Precipitazioni violente con chicchi di grandine enormi, e forte vento. Le aziende agricole di tutto il territorio lamentano forti perdite: stalle e fienili, ma anche qualche casa rurale sono stati scoperchiati, nel migliore dei casi sono scoperchiate a metà o si ritrovano con enormi fori dovuti alla grandine. A questo si aggiungono le continue precipitazioni che stanno bagnando e rendendo praticamente inutilizzabile le scorte di fieno e paglia oltre a lasciare gli animali (stanno cominciando i parti delle pecore) senza un tetto. Una stalla è stata letteralmente distrutta, sono caduti anche i muri che hanno schiacciato pure le capre. Ma ci sono danni anche alle altre strutture e mezzi a causa della violenza del vento e della grandine. Non si contano i danni alla superficie boschiva con diversi alberi, anche secolari sradicati.

ORISTANESE. Anche qui i danni sono simili al Marghine. Il ciclone nelle stesse ore si è abbattuto soprattutto nell’alto oristanese e nel Sinis, provocando danni alle infrastrutture agricole, con tetti  ridotti a un colabrodo e  scorte aziendali e fienili esposti alle intemperie. Qualche disagio anche negli agrumeti del milese. Il forte vento ha sradicato alberi, spostato roto presse, compromesso la produzione di alcuni vivai di fiori (pronti alla vendita per le festività di Tutti i Santi ). Le forti piogge hanno causato allagamenti nei campi e strade, impedendo, talvolta, anche  l’ accesso nelle aziende.

MEDIO CAMPIDANO. Ad avere la peggio sono stati soprattutto i campi di carciofi che proprio in questi giorni stavano arrivando nei mercati (territorio tra Sanluri e Serramanna), ma si registrano danni e allagamenti anche alle serre e strutture.
TREXENTA. In questo caso si registrano soprattutto allagamenti dei campi e danni alle strade rurali.

SULCIS. Il forte vento ha lasciato anche in questo territorio diverse stalle senza copertura, cosi come sono stati allagati campi e danneggiate le colture da campo e sradicati diversi alberi.

SUD SARDEGNA. Una forte grandinata ha interessato il territorio di Nuraminis e Quartu dove sono state danneggiate le colture da campo con forti danni per le carciofaie.

SARRABUS.  Il   forte vento ha portato via i tralicci della corrente elettrica lasciando diverse aziende agricole senza corrente. 

Difficile fare anche una prima stima dei danni in quanto la perturbazione è ancora in corso.

“Come abbiamo già chiesto è urgente un forum politico sui cambiamenti climatici – dice  il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -, ormai abbiamo a che fare con un clima nuovo che merita una approfondita discussione per capire quali sono le colture adatte a questo clima e i metodi di coltivazione. Non possiamo continuare a subire questi ingenti danni e chiedere indennizzi che quando disponibili arrivano sempre in ritardo e comunque coprono in minima parte i danni”.

“L’agricoltura è in ginocchio e sta diventando impossibile lavorare la terra – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Con certe condizioni climatiche è difficile convivere, passiamo da un estremo all’altro. L’anno scorso non pioveva quest’anno troppo. In più si aggiungono questi cicloni di vento e grandinate incredibili. Abbiamo diverse aziende che hanno subito danni ingenti e hanno perso il lavoro di anni. Per questo è urgente guardare al futuro partendo da questo dato di fatto e indirizzando il nuovo Psr sulle colture e metodi di coltivazione compatibili con questo clima”.