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5 Marzo 2018

Levi's userÓ i laser al posto degli operai

L'iconico marchio Usa fa entrare la tecnologia in fabbrica e alimenta il dibattito sulla futura convivenza tra uomo e robot

I robot ruberanno il posto agli operai? La domanda è sempre più frequente tra chi analizza le dinamiche economiche e sociali. Molte volte le risposte si polarizzano: chi crede ciecamente che ci saranno nuovi stuoli di disoccupati, chi vede nel progresso tecnologico un carro già in corsa sul quale saltare al più presto. Difficilmente si solleva lo sguardo per analizzare da una prospettiva più ampia la epocale transizione che il modello produttivo sta affrontando, ricordando che non è certo la prima e probabilmente non sarà l'ultima. Intanto, in azienda le cose si muovono in fretta. E' notizia di questa settimana che Levi Strauss, l'azienda che oltre un secolo fa ha introdotto i blue jeans negli Stati Uniti, è pronta a rivoluzionare la fase finale in cui il prodotto viene rifinito introducendo, entro il 2020, il laser al posto degli operai.

La notizia è stata data dal Financial Times, che ha raccolto il progetto del famoso marchio Usa: per bucare, sfilacciare e scolorire il tessuto un laser è molto più efficiente del lavoro umano, perchè può ottenere il cosiddetto effetto "vintage" in 90 secondi, contro i 7-8 minuti della lavorazione manuale umana. Al mometo, chi vede in queste notizie l'inizio della fine per gli operai rimane deluso: Levi Strauss ha precisato che per ora non prevede tagli al personale, che verrà distribuito in altri settori. L'obiettivo è finanziare questa redistribuzione del personale grazie all'aumento delle vendite che dovrebbero crescere anche grazie a questa nuova misura.

Nel 2017 le vendite di Levi Strauss sono aumentate dell'8%, toccando i 4,9 miliardi di dollari, mentre gli utili sono calati del 3% scendendo a 280 milioni di dollari. L'amministratore delegato Chip Bergh, ex P&G, non è in grado di quantificare l'investimento che servirà per passare dal lavoro umano ai robot, ma assicura che "il futuro manifatturiero dei jeans è questo". La nuova tecnologia dimezzerà il ciclo di produzione e distribuzione consentendo alla società di accumulare meno capi che poi è obbligata a vendere a prezzi scontati a fine stagione. "Indirizzeremo i lavoratori su altri processi," ha spiegato Oscar Gonzalez, presidente del gruppo.

I jeans saranno disponibili nei negozi in tre mesi dall'avvio della lavorazione e in più il numero di sostanze chimiche utilizzate nella produzione scenderà a poche decine dalle oltre 1.000 impiegate nella lavorazione a mano. L'azienda messicana Apparel International, fornitrice di tessuto, ha già cominciato a testare la tecnologia.